Saluzzese - 19 settembre 2014, 14:30

I Reali Carabinieri arrivarono subito a Saluzzo, 200 anni fa

Una ricerca condotta nell’archivio storico da Roberta Chitarrini racconta i primi anni di vita della guarnigione e l’assegnazione delle caserme

Il documento originale della richiesta di costituzione della prima brigata di Carabinieri a Saluzzo nel 1814. E' esposto in mostra.

Il documento originale della richiesta di costituzione della prima brigata di Carabinieri a Saluzzo nel 1814. E' esposto in mostra.

200 anni di fondazione  dell’Arma, 200 anni di Arma a Saluzzo, che oltre a vantare personaggi illustri, tra i quali Chiaffredo Bergia, il tenente Mario Malausa, il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, ospitò anche uno dei primi presidi. Un legame ben radicato che risale a poco dopo il 13 luglio 1814,  quando furono promulgate le Regie Patenti, con cui veniva istituito, da Vittorio Emanuele I di Savoia,  il Corpo dei Carabinieri Reali “distinti per buona condotta e saggezza, allo scopo di ristabilire ed assicurare il buon ordine, e la pubblica tranquillità”.

La prima brigata della Forza militare appena creata,  a Saluzzo, arrivò subito: esattamente un mese dopo l’atto costitutivo, racconta Roberta Chitarrini archivista in forza all’Archivio Storico che, in occasione dell’anniversario, ha condotto una ricerca sull’arrivo del primo reparto in città, ripercorrendone i momenti iniziali, in una versione estratta da documenti, deliberazioni comunali  e un fascicolo apposito, in cui sono elencate  le somministrazioni del Comune alla caserma.

Il Consiglio di Saluzzo deliberò  nell’anno di fondazione dell’Arma, l’istituzione in città di una brigata di Carabinieri Reali. “L’atto consulare del 13 agosto 1814 nominava anche il comandante della compagnia: il cavaliere Giuseppe Ciriaco Della Chiesa di Benevello1 , capitano. Dell’ufficiale si lodavano le qualità personali, lo zelo, l’amore per il bene pubblico e la profonda conoscenza dei Saluzzesi, dei quali godeva la stima."

E, nel documento originale che sarà esposto in mostra, al piano terreno dell’antico palazzo comunale, visitabile sabato e domenica, si legge: “Il Consiglio sovra congregato considerando che in conseguenza del saggio provvedimento recentemente datosi dall’attuale felice governo collo stabilimento delli  Carabinieri Reali per vegliare al buon ordine e tranquillità di questi Regi Stati sarebbe di tutta utilità e vantaggio di questa popolazione non meno che di quella delle circonvicine comunità di questa provincia che venisse a stabilirsi nella presente città una brigata di detti Carabinieri Reali perché colla sua vigilanza vengono impediti li vani attentati che frequentemente si commettono tanto di furti che di altri delitti, ed anche per mantenere le strade pubbliche di questa provincia sgombre da persone oziose e vagabonde per essi andar all’incontro ad ogni inconveniente, ha concordemente determinato d’implorare dalla reale clemenza di S.S.R.M la grazia per la destinazione in questa città d’una brigata di detti Carabinieri Reali”. 

Il primo reparto a Saluzzo, ebbe la seguente composizione, si legge nella ricerca  che verrà distribuita  durante l’evento celebrativo, sabato nella Chiesa di San Giovanni: un sottotenente, un maresciallo di alloggio, sei carabinieri, un sotto ispettore di Buon Governo e il   primo quartiere dei Carabinieri  fu individuato dal Consiglio comunale già il 17 agosto di quell’anno, nel Convento degli Agostiniani Scalzi ( in via del Seminario ). Delle opere da compiere per adattarlo a caserma, fu incaricato il  perito Torretta e il 7 settembre, in tempi record, i lavori erano conclusi.

“Ma il 5 luglio del 1817 il Consiglio dovette affrontare nuovamente la questione dell’alloggio dei carabinieri: l’economato della Diocesi reclamava  infatti il Convento di San Nicola e la civica amministrazione dovette provvedere una nuova sede"  anche in virtù di una nuova circolare, del  Corpo de’ Carabinieri reali, in cui erano elencate le esigenze logistiche e strutturali dei locali, destinati alle caserme.

Il presidio saluzzese si apprestò così a cambiare sede. “Il Sindaco (Conte) scrisse al Sottotenente dei Carabinieri proponendogli la scelta fra quattro case ad uso di caserma: la casa Feraudi, detta della Vietta, quella dell’Ospizio, la Casa Chiapello detta del Bue Rosso e la casa del sig. Sosso, attigua ed a ponente della Chiesa dei Cappuccini”. Su quest’ultima casa, in via Donaudi, cadde la scelta.

“Nel 1819 i Carabinieri erano ormai nella nuova sede. Un inventario, del 1 ottobre 1819.  testimonia degli oggetti forniti alla caserma dalla Città di Saluzzo. L’elenco descritto in linguaggio quotidiano, ricco di regionalismi, ci restituisce una vivida immagina della vita quotidiana di quella guarnigione a Saluzzo – conclude Roberta Chitarrini, ricordando che l’archivio  storico, nella Castiglia è a disposizione dei cittadini, dal martedì al giovedì dalle 9 alle 15 in orario continuato.

Spulciando tra le voci del documento si ha lettura di un nutrito elenco che va dal “guardaroba d’albera a tre piani munita di seratura e chiave ( situato nelle camere) ai trentadue assi pur d’albera, dalle otto scoppe di meliga, ai quattordici taboretti13 di bosco di noce” mentre per la cucina l’elenco passa “dalla una tavola lunga d’albera colli montanti di noce a tre tiretti14 per parte,  alla  gratusa e, nella scuderia si  segnalano: due tridenti di ferro in mediocre stato, na carretta per il trasporto del lettame, Un crivello per la biada già molto usitato”.

Vilma Brignone

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