Buongiorno Direttore,
sono l’architetto Lorenzo Marino, legale rappresentante della Ad Altiora S.r.l. proprietaria di parte dei locali sottostanti gli abbaini realizzati su Palazzo Osasco, nonché progettista e direttore dei lavori dell’opera.
Innanzitutto ho apprezzato la correttezza usata nello specificare : “riceviamo per conto… e pubblichiamo”, cosa che un’altra testata non ha assolutamente fatto convertendo in notizia l’opinione di un cittadino.
Vorrei premettere innanzitutto che né il sindaco, né l’assessore e tantomeno la Commissione Paesaggio hanno avuto a che fare con la scelta progettuale che è stata appannaggio esclusivo della Soprintendenza. Nel confrontarmi con la Soprintendenza preparai varie soluzioni progettuali, tra cui anche quella che prevedeva abbaini simili a quelli esistenti sugli altri palazzi della piazza. Con il funzionario preposto e con il Sovrintendente in persona è nata una dialettica molto positiva e la soluzione stabilita è stata da me recepita positivamente.
E’ ovvio che quando si opera su un edificio di tale importanza è impossibile avere esclusivamente giudizi positivi. Si consideri tuttavia come la legge 21/98 sul recupero dei sottotetti consenta la realizzazione di abbaini che devono comportare il rispetto dei rapporti di illuminazione/aerazione, pertanto posizionare abbaini in modo da nasconderli alla vista dagli spazi pubblici risulta assolutamente impossibile. La Soprintendenza ha stabilito l’esecuzione di abbaini di sagoma simile ai preesistenti e di numero e dimensioni consone. Nei due blocchi laterali è stato fatto un intervento di recupero sottotetti quindi il numero di abbaini è maggiore, nel corpo centrale sono stati posti due abbaini in posizione simile ai preesistenti. Chi si domanda dove fosse la Soprintendenza poteva benissimo chiedere copia del relativo parere invece di porre domande retoriche che nulla aggiungono ai fatti.
Grazie per la cortese attenzione.
Cordiali saluti
Architetto Marino




