Attualità - 17 dicembre 2014, 22:36

Il proprietario delle Terme di Vinadio rompe il silenzio: "Basta, non ne posso più. Sono pronto a regalarle!"

Davide Calabrese, proprietario ed ex amministratore delegato dello stabilimento, lancia una provocazione che poi tanto provocazione non è. Vorrebbe regalare le Terme alla Comunità Montana Valle Stura

Il proprietario delle Terme di Vinadio rompe il silenzio: "Basta, non ne posso più. Sono pronto a regalarle!"

Ennesimo colpo di scena nella vicenda delle Terme di Vinadio. Che potrebbe anticipare l'epilogo. Tanto per cominciare, a Natale non riapriranno. Ma questo lo avevamo intuito. Di più: Davide Calabrese, che quello stabilimento a Bagni di Vinadio, una struttura di ben 10mila metri quadrati, lo ha ereditato dal padre, se ne vuole liberare. Perché gli sta togliendo serenità e salute.

Dopo aver fatto "saltare" la precedente gestione, dichiarata fallita, dopo aver investito 700mila euro di tasca sua e della sua compagna per poter riaprire, dopo aver accumulato un passivo di 200mila euro, nonostante il rilancio in grande stile, dopo la lunga serie di querele e controquerele tra lui e il sindaco di Vinadio Angelo Giverso, adesso Calabrese vuole mettere la parola fine. 

"La salvezza delle Terme interessa solo a me, è evidente. Per me era un impegno morale verso mio padre quello di riaprirle e renderle un'attrattiva per tutta la Valle Stura. Ma non ho avuto appoggio da nessuno, anzi, tutti mi remano contro. Non ho ricevuto alcuna risposta dalla Regione né dal Comune, nonostante le decine di mail inviate" ci dice in una lunga telefonata.

Nella quale lancia una provocazione, che poi tanto provocazione non è.

"Sono pronto a regalarle. Vorrei darle alla Comunità Montana Valle Stura, ma tecnicamente pare che la cosa non sia proprio semplice. Le darei quasi a zero, vorrei solo rientrare, anche in alcuni anni, almeno di una parte dei soldi che ho investito" - continua. Ovviamente, visti i trascorsi, non regalerebbe mai le Terme al Comune di Vinadio, che pure sarebbe il beneficiario più logico. 

Ci sono poi delle trattative in ballo, che però non offrono garanzie di tutela né delle Terme né dei lavoratori. "Due imprenditori del settore energetico, uno rumeno e uno italiano, sono seriamente interessati all'acqua delle Terme. La userebbero per farne energia. Ovviamente, oltre al mio benestare, serve l'autorizzazione della Provincia ad un utilizzo dell'acqua per scopi diversi da quelli termali" spiega ancora l'ex amministratore.

L'ipotesi non lo alletta, questo è evidente. Ma in fin dei conti grandi alternative non ce ne sono, perché tutti gli imprenditori del settore termale che si sono fatti avanti - tra questi veri colossi - hanno allungato i tempi di chiusura delle operazioni e Calabrese di tempo, per questa vicenda, non ne vuole più avere. "Quello della valle Stura è un territorio difficile, potenzialmente ricco, molto più ricco della Valle Maira, per esempio, che pure ha saputo crescere bene in questi anni. La Valle Stura, invece, non ha fatto un passo, nonostante abbia moltissimo da offrire, non ultime proprio le Terme" continua Calabrese. 

"Io non posso più aspettare. Perché ciò significherebbe rimetterci ancora soldi. Ho fatto uno sforzo immenso per salvare le Terme di Vinadio, l'ho fatto per mio padre ma anche, in fondo, per dimostrare che non sono lui. Adesso basta, voglio chiudere con quel posto e non metterci più piede. Le regalo, davvero, mi basta che venga garantita la salvezza dello stabilimento e che vengano tutelati i posti di lavoro".

Conclude così, salvo chiarire un'ultima cosa: "Non voglio dire, con il mio gesto, che per me le Terme di Vinadio non valgano nulla. E' proprio perché le amo che voglio regalarle, e spero davvero che la Comunità Montana accetti la mia proposta e decida di diventare ente proprietario. Ci sono troppe cose che mi impediscono di andare avanti. Forse, senza di me, le cose potranno davvero cambiare".

Barbara Simonelli

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