Complice la (poca) neve caduta nei giorni scorsi sulle montagne di tutta la Granda il settore Protezione civile e Antincendi boschivi della Regione Piemonte ha dichiarato chiuso lo stato di massima pericolosità di incendi boschivi che lo stesso aveva invece istituito a partire da venerdì 9 gennaio scorso, quando il meteo prevedeva forti venti di Foehn e temperature superiori ai 20°C che concentravano il rischio di incendi boschivi in particolare negli sbocchi delle zone vallive prive della stagionale copertura nevosa.
In Provincia di Cuneo era stato diramato uno stato di allerta 4, ovvero il grado massimo e ciò nonostante gli incendi boschivi non si erano contati.
Nel periodo in cui era in vigore lo stato di massima pericolosità per gli incendi boschivi erano stati assolutamente vietate tutte quelle azioni che avrebbero potuto determinare il propagarsi di un incendio: in particolare era vietato accendere fuochi, far brillare mine, usare apparecchi a fiamma o elettrici per tagliare metalli, usare motori, fornelli, o inceneritori che producano faville o brace, accendere fuochi d’artificio, fumare, disperdere mozziconi o fiammiferi accesi, lasciare veicoli a motore incustoditi a contatto con materiale vegetale combustibile o compiere ogni altra operazione che potesse essere fonte di pericolo.
Ieri, martedì 20 gennaio, lo stesso Ufficio ha revocato il provvedimento, “considerato che non esistono più condizioni meteorologiche giustificative della massima pericolosità” su tutto il territorio regionale.





