Tempi non ancora maturi per fare chiarezza sul futuro delle Terme di Vinadio. Come ammette lo stesso Davide Calabrese, proprietario dello stabilimento, le trattative si stanno protraendo più del previsto.
E non per ragioni di accordo sul prezzo. "L'aspetto economico - ci spiega l'ex ad - è stato superato, perché la nostra proposta è davvero interessante. I problemi sono di natura tecnico-burocratica. Abbiamo scoperto che vendere uno stabilimento termale in Italia è davvero complicato".
Quanto ai soggetti interessati, ce ne sono tre, di cui due del territorio, esterni al settore ma intenzionati ad entrarci. "Sono soggetti seri e questa è la cosa più importante. I tempi si stanno allungando anche perché lo stabilimento è davvero grande e c'è bisogno di effettuare sopralluoghi e valutazioni".
Sull'ipotesi di spesa in vista di una riapertura, che guarda alla prossima estate, se tutto va nel verso giusto, Calabrese non si sbilancia: "Dipende da cosa si vuol fare. Certamente un lavoro urgente è quello del rivestimento della vasca esterna, piuttosto contenuto nei costi".
Ci sono anche altre vie percorribili: oltre alla vendita dell'intero stabilimento, sul quale si sta trattando, c'è la possibilità di separare le terme dall'albergo o, ultima delle ipotesi, di darlo nuovamente in gestione. C'è ottimismo, ma prima di vedere chiusa la vicenda ci vorranno ancora diverse settimane.





