Il parco naturale del Monviso non s'ha da fare, come carrozzone pubblico
Il parco naturale del Monviso non s'ha da fare, come carrozzone pubblico c'è già, questo è un po' il leit-motiv emerso nella serata di mercoledì 18 febbraio durante il convegno pubblico informativo offerto a cacciatori e non da due tra le più importanti sigle venatorie del nostro comprensorio alpino.
La riunione è scivolata via liscia come l'olio, molto ben organizzata nei tempi e nei modi dai due rappresentanti con un "parterre de roi" di politici regionali equamente suddivisi in un patto del Nazareno "allargato" che tacitamente vive e prospera sotto la Mole.
Dopo una breve riassunto da parte del moderatore sul nascente parco che andrà a sostituire l'attuale guidato dal venaschese Silvano Dovetta, l'ouverture è stata affidata al consigliere di maggioranza, nonchè uno dei promotori, dottor Allemano.
L'enunciazione programmatica del nascente parco da parte del politico saluzzese è stata preceduta da una vera e propria giaculatoria sulla situazione disastrosa dei conti della nostra regione il tutto condito sulla falsa riga dalla difficoltà di portare avanti il ruolo politico, come se la sua discesa in campo fosse stata dettata da una "investitura dall'alto" e non da una scelta personale, alla quale quasi preferirebbe il ritorno alla sua professione nel nosocomio del Marchesato, professione che tra l'altro svolgeva benissimo e che rimane per fortuna sua congelata fino ad un suo eventuale ritorno.
Tra le tante cose invece lusinganti per attirare proseliti al progetto, Allemano ha ricordato che il Monviso rappresenterebbe per i valligiani una vera e propria Ferrari propagandistica in campo turistico, dimenticando però di dire che l'ipotetica fuoriserie ha bisogno di strade asfaltate e curate e non di carrarecce piene di buche, con cartelli ovunque agli imbocchi valligiani che raccomandano ad eventuali turisti, specialmente ciclisti e motociclisti di desistere nel visitare luoghi ameni " ai piedi del Re di Pietra, sconsigliandone la transitabilità.
Curioso è stato l'intervento focoso della consigliera Gancia, preceduto da un brevissimo "mea culpa" per errori pregressi, voleva forse la compagna del senatore del Carroccio, cripticamente far riferimento alla sontuosa doccia sauna, degna della suite imperiale del Negresco, fatta costruire nell'ufficio di presidenza della Provinsa 'd Coni, con i nostri soldi durante la sua presidenza? Questo non ci è dato a sapere, per il resto il suo intervento si è focalizzato in modo celato ma conciso su quella Roma lontana fonte dei nostri mali, dimenticando che fino a ieri l'altro la governance Piemontese era affidata al suo collega di partito caduto tra liste amiche con firme false e l'affaire "Rimborsopoli".
L'intervento dell'ex consigliere con delega alla Montagna è passato sotto il mio punto di vista inosservato,in quanto nulla di eccelso ha portato in questi anni ad una spinta espansiva delle nostre potenzialità, molto fumo e poco arrosto.
Tra i molti e qualificati interventi del pubblico e addetti alle categorie, spicca su tutti per il mio modo di vedere le cose l'intervento di un signore che con tanto di carte alla mano ha ricordato ai politici quanta sia stato vorace il morente parco del Po, che ha ingurgitato milioni di euro (si parla di decine di milioni),in pochi anni, spesi soprattutto per dipendenti. Circa ottocentomila euro annui vanno suddivisi su circa dieci addetti, su cui spicca quello del dirigente capo più di centomila euro, lo stesso signore ha ricordato alla folta platea che solo nel pubblico impiego esistono ancora oggi strade lastricate d'oro, mentre per i cittadini comuni Allemano ricordava tempi a venire piuttosto cupi.
L'intervento finale è stato affidato all'attuale assessore alla Montagna Valmaggia, promotore in capo del progetto che forse per l'ora già tarda ha liquidato in pochi minuti il suo intervento invitando tutti a riflettere sulla nascente sua creatura.
Le due facce coniate dalla politica Piemontese per quella serata sono uguali e non più spendibili ai Cuneesi e più ampiamente ai Piemontesi, sono semplicemente la giostra, il giocattolo da affidare ad amici, come succede ad ogni tornata elettorale, nulla più.
Valter Demichelis www.piemontestato.org




