Gentile Direttore,
leggo oggi la lettera che denuncia la presenza di animali sbranati probabilmente dai lupi in quel di Argentera.
Io ho una casa da oltre 30 anni in Valle Maira a Marmora e proprio ieri, durante una breve passeggiata, ho trovato la gamba di un capriolo, probabilmente sbranato, ed il mio vicino di casa mi ha detto che proprio in questi periodi ha avvistato un lupo che inseguiva un capriolo e che, al confine con Canosio, sono stati rinvenuti caprioli sbranati.
Quello che è evidente è che già adesso si vedono meno cervi e meno caprioli di quanti se ne vedevano prima. Caprioli e cervi che erano soliti pascolare nei prati di fronte a casa mia. Ora sono stati sostituiti dai lupi? Non le nascondo che fare una passeggiata nei boschi, magari insieme ai miei nipotini, oggi mi spaventa e non vorrei che spaventasse anche altri, allontanando il turismo dalle nostre montagne. Sono certo che mi scontrerò contro i ben pensanti della domenica che, con le gambe sotto alla scrivania, pontificano sulla reintroduzione del lupo, magari spendendo pure dei fondi europei che potrebbero servire a ben altro in montagna.
Dobbiamo per forza attendere che i lupi attacchino e purtroppo uccidano un essere umano per prendere delle precauzioni?
Capisco il ripristino di un ecosistema, ma va controllato.
I camosci, i cervi ed i caprioli possono essere cacciati, il lupo no e in più si riproduce abbastanza velocemente ed ormai è avvistato un po' ovunque, lui o per lo meno i danni che arreca. Si sta avvicinando troppo pericolosamente alle abitazioni di chi vive la montagna quotidianamente.
Solidarietà al lupo va bene, ma nessuno che sia solidale con i camosci, i cervi, i caprioli e soprattutto con i montanari ed i turisti?
Grazie per l'attenzione,
Lettera firmata





