Ieri sera a Casa Ambrosino, si è svolto l'incontro “Prevenzione dei danni alle coltivazioni agricole e agli allevamenti causati da fauna selvatica”, la serata informativa rivolta a tutta la popolazione, ha visto un pubblico peveragnese, attento, interessato e particolarmente coinvolto alla tematica, presieduta da Antonietta Garro assessore all'Agricoltura di Peveragno e dal Presidente del Comprensorio Alpino CN5 Valli Gesso, Vermenagna e Pesio, Livio Salomone, con la partecipazione del tecnico della Comunità Montana Alpi del Mare Gentile Giordano, del vice-segretario di zona Associazione di Categoria Coldiretti Roberto Lingua, del rappresentante Comitato unione Coltivatori Tommaso Bossi, del rappresentante Ekoclub(associazione ambientalista) Livio Gola, Stefano Dho Vicesindaco di Peveragno e del Consigliere Regionale.
Interessante l'intervento di Livio Salomone presidente del Comprensorio Alpino CN5, che ha voluto far comprendere cos'è un Comprensorio Alpino e come è strutturato. I Comprensori sono enti privati con finalità pubblica per la gestione faunistico-venatoria di una parte del territorio provinciale.
Vengono chiamati ambiti territoriali di caccia per le aree di pianura, o Comprensori Alpini nella zona delle Alpi. Il Comprensorio è retto da un Comitato di gestione di 20 persone, nominati dalla provincia in rappresentanza delle associazioni territoriali agricole, venatorie, ambientaliste e di enti locali(Comunità Montane). Gestisce la fauna alpina al di fuori di altri enti, con i compiti di: regolamentare la caccia, attività di censimento, rilascio tesserini venatori per conto della regione e la conta dei danni. Il primo anno in cui è stato cacciato il capriolo risale al '97 con un piano di abbattimento di 5 caprioli nel solo distretto della Valle Pesio, ne è stato abbattuto n.1 esemplare. Nell'anno 2014 su una concessione di 305 caprioli, ne sono stati prelevati 210, negli ultimi anni il Comprensorio Alpino è in fasce di crescita. Per quanto riguarda la Caccia al cinghiale è libera. In base a norme regionali l'ungulato e la fauna minore dopo essere stata abbattuta, viene portata al centro di controllo per le analisi biometriche sanitarie, dopodiché il cacciatore ne ha la disponibilità alimentare. Entriamo nel vivo dell'argomento proposto nell'incontro informativo, il “rimborso danni”: può chiedere i danni una persona con partita Iva agricola. Istruita la pratica, viene incaricato un perito per le verifiche e per concordare il danno con l'agricoltore che viene pagato dal comprensorio entro l'anno solare. La denuncia comunque sarebbe bene sempre farla nei, tempi, modi e mezzi opportuni, l'importante è che l'agricoltore concordi bene i tempi per far analizzare i danni. Il richiedente deve fare richiesta del rimborso presso il Comprensorio Alpino CN5 sito a Borgo San Dalmazzo, in Via don Minzoni 18, munito di mappe catastali aggiornate del lotto, dove ha avuto il danno, oppure presso l'associazione agricola di riferimento presentando il fascicolo aziendale. Consideriamo anche, che, un numero considerevole di fauna selvatica muore causata dalle mattanze di cani non tenuti sotto controllo, portati in giro, e lasciati liberi, soprattutto nel periodo delle nevicate ,e in primavera quando sono presenti i cuccioli degli ungulati. In merito ci sono dei dati e documentazioni fotografiche spaventose. Non si è parlato solo di abbattimento di fauna selvatica, ma anche di prevenzione. Il Comprensorio Alpino CN5 sostiene da tempo questa causa, negli anni passati sono stati adottati gli ultrasuoni come sistemi di prevenzione per allontanare gli ungulati, ma con scarso esito. Oggi il comprensorio Alpino CN5 fornisce dei dissuasori elettrici, da collocare intorno al terreno agricolo, e mette a disposizione un Tecnico per verificare la fattibilità, con assistenza nel montaggio. Il regolamento interno prevede che l'agricoltore pagherà solo una parte minima della spesa del materiale. Informazioni sito: Www.comprensorioalpinocn5.it “Secondo il mio parere in merito agli incidenti stradali provocati da ungulati andrebbe svolta un'opera di sensibilizzazione, cartellonistica, unita alla pulizia dei bordi delle strade -sostiene Livio Salomone Presidente del Comprensorio Alpino- con una maggiore presa di coscienza di tutti gli enti interessati. Attualmente la regione non ha più fondi da indennizzare in merito agli incidenti stradali provocati dalla fauna selvatica, è buona norma avere un minimo di tutela presentando richiesta danni all'ente preposta”. “Sicuramente si arriverà ad una legge più restrittiva, con una riduzione delle specie cacciabili -dice il Consigliere regionale Mauro Campo di Peveragno- questa sera sono qui, anche per capire come è gestito e come si muove il Comprensorio Alpino”. “Una nuova esperienza, utile alla conoscenza delle realtà del territorio. L'agricoltura preferirebbe non arrivare al rimborso dei danni- dice il vice-segretario di zona Coldiretti Roberto Lingua- il nostro obiettivo è limitare al massimo la presenza di questi danni, attraverso un controllo mirato sulla fauna selvatica, difendendo così l'attività umana e salvaguardando il territorio”. “Sono soddisfatta perchè non si è trattato di una riunione, ma una chiacchierata tra amici, un argomento nuovo, dove si sono toccati molti punti riferiti al Comprensorio -dichiara Antonietta Garro”- d'ora in poi, noi come Amministrazione Comunale, diamo piena disponibilità a qualunque iniziativa del Comprensorio Alpino CN5. Soprattutto dico, i nostri coltivatori devono sentirsi tutelati, perchè ora, sanno a chi rivolgersi, e questa amministrazione è sempre vicina a loro.”




