Attualità - 05 marzo 2015, 13:00

Colle della Maddalena: i tempi per il distacco degli ammassi nevosi sono troppo lunghi?

Così pensa il sindaco di Argentera, ma Valmaggia è di un altro parere: "In attesa delle barriere, i due interventi esseguito fin'ora hanno dato risultati positivi2

Colle della Maddalena: i tempi per il distacco degli ammassi nevosi sono troppo lunghi?

Lo scorso 27 gennaio, Anas, Regione Piemonte (assessorati ai Trasporti e alla Protezione Civile), Provincia di Cuneo, Comunità Montana Valle Stura e Comune di Argentera hanno firmato la convenzione per sperimentare il monitoraggio e il distacco artificiale delle valanghe al colle della Maddalena.

Durante gli anni passati, infatti, le nevicate causavano la chiusura prolungata del trafficato valico di collegamento con la Francia nel tratto del Comune di Argentera compreso tra il chilometro 55 e il confine di Stato. Provocando disagi e danni economici per la provincia “Granda” e non solo.

In cosa consiste il progetto?

Durante le precipitazioni, è previsto il controllo della situazione con un elicottero. In seguito, quando le condizioni metereologiche sono migliorate, utilizzando la speciale campana DaisyBell, di proprietà della Comunità Montana Alpi del Mare e montata sullo stesso aeromobile, vengono prodotte una serie di esplosioni e di onde d’urto capaci di distaccare gli ammassi di neve ritenuti pericolosi. Stabilizzando, così, le criticità presenti.

Un progetto che, per i dieci interventi ipotizzati, costa 90.000 euro, dei quali 58.000 euro resi disponibili dall’Anas, 25.000 euro dalla Regione e la restante quota finanziata dalle associazioni degli autotrasportatori e delle categorie produttive.

Queste ultime hanno contribuito economicamente, proprio perché costituiscono le più danneggiate dall’interruzione del valico. Al momento sono state effettuate due operazioni di distacco.

Nonostante le abbondanti nevicate di inizio anno - dichiara l’assessore regionale alla Protezione Civile, Alberto Valmaggia - grazie a queste azioni pratiche la chiusura del colle si è ridotta al minimo. Quindi, l’innovativo progetto tecnologico, la cui sperimentazione è stata effettuata per la prima volta in Piemonte, sembra fornire buone prospettive future. Offrendo l’opportunità di essere anche usato in altre vallate, dopo aver redatto, come è stato fatto per il Maddalena, uno studio preliminare delle caratteristiche strutturali della zona”.

Il sindaco di Argentera, Arnaldo Giavelli, è meno soddisfatto. “In realtà - sottolinea - rispetto a prima è positivo avere a disposizione l’elicottero per rilevare le condizioni dei pendii. L’uso della campana, però, non ha dato i risultati sperati”. I motivi? “Bisogna accorciare i tempi di intervento, perché, ora, sono troppo lunghi. In sostanza, appena si è conclusa la nevicata e le condizioni meteorologiche lo permettono tutti gli attori in campo devono essere pronti a entrare in azione.  Adesso, non è così”.

Giavelli, poi, considera come unica e vera soluzione al problema del colle il sistemare le strutture paravalanghe. Alla firma della convenzione, Raffaele Celia, Capo compartimento viabilità dell’Anas per il Piemonte aveva detto che, attualmente, non c’erano le risorse economiche necessarie a realizzare l’intervento. Ma si era anche sbilanciato, annunciando di avere in fase di elaborazione uno studio di fattibilità sul progetto barriere.

Un percorso condiviso da Valmaggia: “Con i lavori di raddoppio del colle di Tenda la provincia di Cuneo rischia di subire forti disagi nei collegamenti con la Francia. Per cui, se riusciamo a tenere aperta il più possibile la strada del Maddalena è già un primo, importante risultato positivo. E’ chiaro che, con il tempo, bisogna arrivare alla soluzione definitiva dei paravalanghe”. 

c.s.

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