Politica - 21 aprile 2015, 14:36

Incontro a Valdieri sull’accorpamento del Parco delle Alpi Marittime e di quello del Marguareis

Valmaggia: "Solo uniti si può vincere"

Incontro a Valdieri sull’accorpamento del Parco delle Alpi Marittime e di quello del Marguareis

Il futuro del Parco delle Alpi Marittime e di quello del Marguareis, in previsione dell’accorpamento definito dal disegno di legge regionale approvato dalla Giunta Chiamparino e, attualmente, sotto esame da parte della Commissione Ambiente, prima di ottenere l’ok dal Consiglio di Palazzo Lascaris, era l’interessante tema dell’incontro promosso, a Valdieri, dal Partito Democratico e dall’onorevole Chiara Gribaudo.

Presenti l’assessore piemontese ai Parchi, Alberto Valmaggia, il consigliere regionale e il responsabile Montagna della segreteria provinciale del Pd, Paolo Allemano e Michele Odenato, hanno partecipato all’iniziativa oltre un centinaio di amministratori pubblici e di cittadini dei Comuni che hanno i territori all’interno delle aree protette. E con alcuni rappresentanti della Valle Stura (il presidente dell’Unione Montana, Loris Emanuel, e il sindaco di Demonte, Mario Bertoldi) i quali nel nuovo Parco vorrebbero entrarci.

La serata ha offerto parecchie riflessioni e si è svolta senza particolari polemiche. Al contrario di quanto sta avvenendo per il Parco del Monviso dove il dibattito è  molto serrato e i contrari alla sua istituzione, pur diminuiti con il passare dei mesi, sono ancora in fermento. Invece, Alpi Marittime e Marguareis sotto la spinta dei loro ex presidenti, ora commissari straordinari, Gianluca Barale e Armando Erbì, da tempo stanno lavorando insieme e la fusione è ormai un percorso che non sta trovando grandi ostacoli. Pur nella necessità di condividere ogni passaggio con gli abitanti delle aree interessate. Il sindaco di Valdieri, Emanuel Parracone, introducendo i lavori ha sottolineato come “l’accorpamento, attraverso alcuni accorgimenti tecnici ancora da tarare, sia una bella scommessa e possa diventare una carta vincente per l’economia della montagna”.

Quella che l’onorevole Gribaudo ha definito “un’occasione di crescita, sfruttando anche i finanziamenti europei”. Il saluzzese Allemano, dopo aver aver ricordato la “via crucis” del Parco del Monviso, ha messo in evidenza il rischio al quale andrebbe incontro il fragile territorio montano piemontese (il 52% del totale), rispetto alla città metropolitana di Torino con i Comuni dell’hinterland e i suoi 2 milioni di abitanti.

“Se non ci riorganizziamo - ha detto - sfruttando le nostre numerose risorse e specificità abbiamo un unico futuro: quello della sottomissione all’area vasta del capoluogo regionale. La vostra condivisione nel vedere un progetto di ampio accorpamento fa bene anche alla costruzione del Parco del Monviso, perché altrimenti saremo costretti a fare una battaglia di pura rappresentanza”. Per Odenato “solo l’unione delle forze e dei progetti può diventare il vero traino dello sviluppo montano”.

Barale e il sindaco di Entracque, Gian Pietro Pepino, hanno illustrato la possibilità di costituire un Parco nazionale e anche transfrontaliero con l’area ligure e il Mercantour. Oltre alla richiesta, già in corso, per ottenere dall’Unesco il riconoscimento di patrimonio dell’Umanità dal punto di vista naturalistico. Sogni non impossibili, ma nei quali occorre credere decidendo con chiarezza gli obiettivi da raggiungere.  

L’assessore Valmaggia ha sciolto alcuni dubbi ancora esistenti in sala, soprattutto sulla rappresentanza nei Consigli di amministrazione delle nuove aree protette. “Con questa Legge che rivisita quella del 2009 - ha affermato - rispetto a prima ci sarà solo più il presidente di nomina regionale, ma scelto insieme al territorio. Tutti gli altri componenti verranno indicati a livello locale. Un modo di responsabilizzare chi vive all’interno delle aree protette nella loro gestione. Inoltre, il Comune che ha almeno il 25% della propria superficie compresa nel Parco, ha diritto a un rappresentante nel Cda”.

La necessità di vedere l’accorpamento come una grande opportunità di sviluppo futuro è stata ribadita dal sindaco di Chiusa Pesio, Sergio Bussi. “Perché - ha puntualizzato - se fosse solo per la riduzione dei costi, il Marguareis datelo a gestire al nostro Comune e vi facciamo risparmiare subito il 20%”.

Unica voce fuori dal coro è stata, nel finale, quella di Ugo Boccaci - da 40 anni amministratore pubblico in  Provincia, Comuni e Comunità Montane - che ha proposto “la federazione delle aree protette e non il loro accorpamento: operazione, quest’ultima,  da cui non si risparmiano soldi e, se i Parchi diventassero nazionali, c’è il forte rischio di essere comandati dai burocrati romani”. Ma il cammino per il Marittime-Marguareis è praticamente deciso con l’ok di tutti e una strategia condivisa: solo uniti si può vincere.

c.s.

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