Gent.mo Direttore,
Chi Le scrive e' l'ex Direttore Generale della Bene Banca Silvano Trucco, nominato dal Cda presieduto dal Geom. Francesco Bedino nella seduta del 4/8/2011, a coronamento di una carriera partita come si dice dalla "gavetta", iniziata nel lontano 1991 all'Ufficio Fidi della bcc, di cui dal 2009 e' stato Vice Direttore Generale.
La definizione di "uomo di Bedino" come e' stata impropriamente utilizzata da un giornale locale in una delle uscite settimanali del 2014 quando stava volgendo al termine la procedura commissariale, risulta pertanto completamente errata oltre che fuorviante.
Infatti la candidatura dello scrivente al ruolo apicale della bcc non e' spuntata dal cilindro, tanto meno e' piovuta dal cielo, ma il Cda dell'epoca aveva adottato una soluzione interna per l'avvicendamento del ruolo di Direttore Generale.
Questa precisazione e' stata dal sottoscritto fornita ai 420 soci presenti ieri alla riunione assembleare della Bene Banca, la prima della gestione ordinaria dopo la riconsegna della banca al Territorio, occasione in cui si doveva parlare di numeri di un bilancio, ancorche' infrannuale (1/6 - 31/12 2014) dopo 2 sedute volute e presiedute dal Commissario in cui di numeri non si era parlato, bensi' di modifiche statutarie e rinnovo cariche sociali.
Su richiesta di molti colleghi soci, mi trovo costretto a formulare queste righe al fine di poter completare il mio intervento, anticipatamente e precipitosamente chiuso dopo diversi tentativi di togliermi la parola ad opera del Presidente Vietti, nonostante diverse richieste di lasciarmi il microfono da parte di altri partecipanti.
Gia' il microfono: il sottoscritto si vuole nel contempo scusare con gli intervenuti per la scarsa qualita' audio del proprio intervento, gia' provata dall'effetto eco del Palazzetto dello Sport, dovuta essenzialmente alla continua rincorsa del microfono tenuto saldamente nelle mani della hostess, la quale, nonostante reiterate richieste, non l'ha voluto consegnare all'oratore citando "precise disposizioni" in tal senso.
Chissa' poi perche' ai soci che hanno chiesto di poter intervenire e che si sono poi intervallati dopo il mio intervento il microfono gli sia stato consegnato tranquillamente ...
Ma veniamo al nocciolo della questione ed al perche' di questa missiva.
Non potendo da regolamento replicare in sede assembleare alla risposta gentilmente fornita dal Presidente al parterre, formulata in ogni caso dopo almeno mezz'ora di frenetiche consultazioni tra gli addetti ai lavori della bcc, con la presente il sottoscritto vuole precisare, a scanso di ogni equivoco o strumentalizzazione, come il proprio intervento fosse una precisa richiesta di chiarimenti su voci del bilancio, esposta elencando una fitta serie di NUMERI ben precisi e circostanziati, e non "CONSIDERAZIONI PERSONALI" come dal Presidente Vietti definite in sede di risposta.
Il sottoscritto respinge pertanto fortemente il chiarimento fornito, non ritenendolo assolutamente esauriente ed idoneo a delineare il quadro della situazione.
Di certo puo' essere stata la "miglior risposta, ma degna del peggior regime".
Proprio perche' ieri e' stata mandata in onda una rappresentazione grafica e video degna invece del miglior show televisivo (erano presenti anche le telecamere), ma di NUMERI si e' parlato molto poco, per non dire quasi nulla limitandosi a proiettare poche slides, seppur commentate a dovere dal nuovo DG, con queste righe il sottoscritto desidera ultimare il proprio intervento di ieri, essendo stato bruscamente interrotto in sede assembleare.
Il quesito verteva sulle riserve da valutazione, in particolare sulle plusvalenze inespresse a conto economico del portafoglio titoli, e sul perche' non fossero state realizzate in maggior misura consentendo la contabilizzazione di migliori risultati economici, tali da poter consentire anche qualche piccola soddisfazione agli oltre 7.000 soci dell'Istituto.
Le riserve lorde del portafoglio titoli al 31/12/2014 erano certificate in 9,55 mln, dopo che nel periodo di gestione ordinaria (1/6 - 31/12 2014) sono stati contabilizzati UTILI da cessione per Euro 7,35 mln.
Ma allora come mai nei primi 5 mesi del 2014 il Commissario di simili utili ne ha contabilizzati solo un paio di centinaia di migliaia di euro , se non per poter chiudere un bilancio in perdita e cosi' giustificare una procedura violenta come il Commissariamento??
E per di piu' perche' in tutto il periodo commissariale (poco meno di 13 mesi) ha contabilizzato UTILI da cessione titoli di soli 2,9 milioni, quando in soli 7 mesi il nuovo corso ha subito approfittato di parte della "dote" (11,7 mln di plusvalenze non realizzate) lasciatagli dalla gestione commissariale per importi pari ad oltre il doppio, ossia 7,35 mln.??
La risposta e' presto data: per chiudere un esercizio in "modesto utile", come testualmente riferito dal Presidente dell'Assemblea.
Ma alla mia richiesta di chiarimenti, ed in particolare all'affermazione che "come si e' voluto chiudere il bilancio commissariale in perdita, allo stesso modo si e' voluto chiudere il successivo bilancio in modesto utile", la risposta e' stata "sono considerazioni personali e come tali non meritevoli di risposta" per chiudere con "la politica che ha ispirato la redazione del bilancio e' stata la sana e prudente gestione" ....
Ripeto caro Presidente e carissimi Soci, questi sono NUMERI e non CONSIDERAZIONI PERSONALI !
E proprio i numeri sono incontrovertibili ed inopinabili; a tal fine voglio concludere che, stante la modestia del tempo dedicato al commento dei dati di bilancio, nessuno ha potuto notare come proprio il realizzo - da parte del nuovo corso - per 7,35 mln in 7 mesi di PLUSVALENZE INESPRESSE nel conto economico commissariale, abbia comportato un CALO del patrimonio Netto di 1,463 mln (pari al 2,28%), mentre nel bilancio al 31/5/2014 di fine commissariamento il patrimonio Netto era AUMENTATO di ben 2,8 mln di Euro, ossia del 4,57% !
Gia' ma l'odierno bilancio chiude con un "modesto utile" mentre quello del Commissario era in "pesante perdita", per usare le parole del Presidente.
Come riferito ieri pubblicamente in Assemblea, ribadisco oggi con forza che la realta' non e' cosi' e tutti sanno che, a seconda del realizzo piu' o meno ampio delle plusvalenze sul portafoglio, un qualsiasi bilancio, secondo i principi oggi vigenti, puo' evidenziare all'ultima riga del conto economico una perdita od un utile piu' o meno elevato.
L'importante ovviamente e' che le plusvalenze siano presenti e nel caso di specie lo erano eccome, come esaurientemente e dettagliatamente specificato ieri in Assemblea dal sottoscritto.
Di quanto affermato ne' e' la riprova incontrovertibile il prospetto della "redditivita' complessiva", cosi' come riportato nel bilancio approvato ieri ed in quello commissariale depositato in CCIAA, da cui si evince come detta redditivita' fosse positiva tanto al 31/12/2012 quanto al 31/5/2014, e rispettivamente per € 5.167.690 ed € 544.793, mentre al 31/12/2014, proprio in virtu' del calo delle riserve da valutazione riferibili al portafoglio titoli per via del realizzo citato, in presenza sempre di cospicui accantonamenti sui crediti, era NEGATIVA per € 1,301 mln.
Da ultimo prendo atto della volonta' di pacificazione espressa dal Presidente nella seduta assembleare di ieri, il quale resosi "consapevole di ferite, dissapori e disagi sul territorio" ha avanzato esplicita "richiesta di poter lavorare in pace e serenita' per poter conseguire in futuro risultati positivi per la Banca". Ma a tale richiesta il sottoscritto non puo' che rispondere che, a rovinare carriera, immagine, esistenza e salute, non e' stato di certo l'ex direttore Trucco, bensi' qualcun altro.
In ogni caso il sottoscritto si rende perfettamente conto di essere per il nuovo corso un "personaggio scomodo" , data l'assoluta e ferma volonta' di far emergere e raccontare la verita', visto che la verita' e' dura ed appunto talvolta scomoda.
Ma non e' con il togliere bruscamente la parola od il microfono a chi sta parlando in maniera esplicita e precisa, oltre che educata e rispettosa, che si risolve il problema, come si e' visto ieri in assemblea dando vita ad un episodio di basso profilo.
Se il socio Trucco e' quel soggetto "scomodo", che non assicura con la sua ricerca della verita' la necessaria "pace e serenita' " agli Organi gestori della Bene Banca, suggerisco piuttosto al nuovo CdA di valutarne l'esclusione dalla compagine sociale , invocando l'Art. 14 dello Statuto.
In ogni caso Vi assicuro che neanche in tal modo si riuscira' a zittire colui che ha come precipuo fine della propria esistenza la ricerca della verita' assoluta dei fatti, fatti che dal 3/5/2013 gli hanno distrutto la vita, il morale e la salute, propria e dei familiari, altro che la "pace e la serenita'".
Ed in questo, se non altro, i NUMERI parlano chiaro.
Con sincera stima.
Silvano Francesco Trucco





