La storia di una bambina in fuga durante la seconda Guerra Mondiale: da Berlino al Belgio alla Francia, sino a valicare a piedi le Alpi e trovare rifugio in una cava di pietra nelle valli cuneesi. Chaya H. Roth era giovanissima. A distanza di settant’anni da quegli avvenimenti ha raccontato la sua vicenda e le sue esperienze in un libro che è in parte storia orale, in parte esplorazione psicologica.
Il suo lavoro indaga il problema della psicologia e della trasmissione della memoria tra le generazioni: un argomento molto sentito in Italia, il quale tuttavia non viene supportato in maniera diffusa dalla ricerca accademica. IL ricordo dei tragici eventi del 1943-1945 si lega in questo libro ad una più ampia riflessione sul valore del ricordo e sui modi attraverso i quali le generazioni future dovranno fare tesoro dell’esperienza di chi li ha preceduti.
L’autrice Chaya H. Roth insegna al dipartimento di psichiatria dell’Università dell’Illinois, a Chicago. Nata a Berlino, Chaya fuggì con la madre e la sorella nel 1939. La loro odissea ebbe termine nel 1944. “The Fate of Holocaust Memories”, del 2008, è il suo lavoro più recente.
In Italia il libro (La Shoah, memoria e dialoghi familiari, Fusta Editore 2014) è stato pubblicato grazie alla traduzione ed alla collaborazione degli studenti del liceo linguistico “Soleri-Bertoni” di Saluzzo, incarnando l’ideale della storia maestra di vita.
Grazie al loro impegno le classi $^ A e B, nell’anno scolastico 2013/2014 hanno ricevuto il primo premio del concorso “I giovani incontrano la Shoah”, consegnato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, e sono stati ospiti di Concita de Gregorio nella trasmissione “Pane quotidiano” della Rai.
Sabato 16 maggio i ragazzi ed i docenti sono stati ospiti del Salone Internazionale del Libro di Torino per la presentazione del libro, alle 12, nella Sala Avorio.
Con loro sono intervenuti Mariella Carena dell’Associazione Giorgio Biandrata, Maria Cristina Colonna e Piera Comba, le insegnanti che hanno seguito il lavoro di traduzione, ed Alessandra Tugnoli, dirigente scolastica del liceo “Soleri-Bertoni”.





