Attualità - 26 maggio 2015, 11:02

Cuneo: i Giovani Democratici parlano di migrazione e profughi

L'appuntamento si terrà questo venerdì dalle 17.30, in Largo Giuseppe Audifreddi

Cuneo: i Giovani Democratici parlano di migrazione e profughi

L'attenzione che la stampa e l'opinione pubblica rivolgonoal tema dei flussi migratori che hanno luogo lungo tutto il Mediterraneoe alle drammatiche tragedie che ne seguono, è inversamente proporzionale alla frequenza di tali eventi. Quasi che ci abituassimo al dolore: una forma di reazione istintiva per non pensare alle migliaia di cadaveri che giacciono sul fondo di quella fossa comune denominata mar Mediterraneo.

L'ultima devastante tragedia è avvenuta nella notte tra il 18 e il 19 aprile, quando più di 800 (ottocento!) persone hanno perso la vita a causa di un naufragio. Ovviamente allora ci indignammo tutti, e, ovviamente, accusammo l'Europa dell'assenza di azioni volte alla salvaguardiadi queste vite. Anche l'operazione Triton, che diversamente da Mare Nostrum si occupa esclusivamente di proteggere le frontiere meridionali dell'Europa, venne fortemente criticata.

Il vertice europeo sull'immigrazione che seguì afine aprile portò alla luce il problema della distribuzione dei profughi e dei richiedenti asilo tra i diversi paesi europei. Paesi come l'Italia oggi si trovano a doversi fare carico di tutto il flusso migratorio che dalla Libia e dal nord Africa tenta di raggiungere l'Europa per sfuggire alle guerre. Di tutto ciòè causa il regolamento di Dublino del 2003, approvato anche dall'allora governo Berlusconi, che stabilisce il principio per cui lo stato membro responsabile di esaminare l'istanza di richiesta di asilo, indipendentemente da dove essa è stata presentata, è quello in cui è avvenuto l'ingresso, regolare o meno, del richiedente asilo.

Questo principio porta ad un forte squilibrio e ad una distribuzione ineguale delle richieste di asilo tra gli stati membri. Ovviamente i paesi più colpiti sono quelli dell'Europa del Sud, e prima fra tutte l'Italia. La stessa effettività dei diritti internazionali riconosciuti ai profughi è stata messa in dubbio dall'applicazione del regolamento del 2003; il forte ritardo nell'esame delle richieste d'asilo, l'uso della detenzione per il trasferimento dei richiedenti asilo da uno stato membro all'altro, la separazione delle famiglie e la mancanza di un'effettiva possibilità di ricorso contro i trasferimenti indeboliscono fortemente i diritti dei richiedenti asilo.

Nella realtà italiana il dibattito politico sul tema dell'immigrazione è stato monopolizzato dalla Lega Nord e dal suosegretario Matteo Salvini che ne ha fatto uno degli strumenti propagandistici più efficaci. La campagna della Lega Nord si ispira apertamente a posizione razziste e xenofobe che attaccano immigrati e profughi la cui unica colpa è quella di fuggire dalla guerra. Il movimento guidato da Matteo Salvini, che tanti danni ha causato agli immigrati presenti in Italia rallentandone il riconoscimento di quei diritti fondamentali per gli individui, ancora una volta cerca di instaurare un clima di intolleranza e paura.

L'associazione del termine "immigrato" a quello di "problema" o di "criminalità"è soltanto uno dei tanti effetti ottenuti dalla Lega Nord attraverso una campagna propagandistica che da vent'anni è presente nella vita politica italiana. Le soluzioni che propone il movimento leghista sono riassumibili nella massima "aiutiamoli a casa loro". Espressione che se dal punto di vista formale può essere in parte condivisibile, vista da vicino tradisce il desiderio di confinare un problema lontano dal territorio e dalla vicenda politica italiana e rende manifesta l'assenza di un'analisi sul tipo di immigrazione che oggi approda nelle coste italiane. Infatti la massima leghista è la stessa da anni, mentre il fenomeno migratorio ha subito un cambiamento radicale.

Dall'inizio delle primavere arabe le cause per cui i profughi si allontanano dalla propria terra non è l'assenza di lavoro o le precarie condizione economiche, ma la guerra; la questione dei flussi migratori non può essere affrontata senza affrontare questo annoso problema.

Il circolo dei Giovani Democratici di Cuneo, profondamente convinto della necessità che la sinistra cuneese inizi ad affrontare la questione dei profughi e dei richiedenti asilo, organizzaun evento in cui si cercherà di fare chiarezza sulla natura di questi fenomeni migratori, sulle soluzioni che possono essere proposte nel rispetto dei diritti internazionali riconosciuti ai profughi di guerra e sulla prospettiva europea del fenomeno.

Il dibattito promosso dal circolo dei Giovani Democratici di Cuneo si propone l'obiettivodi rispondere alle proposte della Lega Nord e contemporaneamente di interrogarsi sulla natura di questi flussi migratori e di analizzare la questione anche da una prospettiva che trascenda i confini nazionali e si svolga su una prospettiva europea.

Uno degli aspetti più significativi riguarda la divisione in quote del numero dei profughi che, in fuga dalla guerra, cercano di raggiungere l'Europa attraverso le coste italiane. Spesso il nostro paese non è che un ponte attraverso il quale i profughi vogliono raggiungere gli altri paesi del nord dell'Europa che a causa della loro posizione geografica non sono direttamente raggiungibili. Da qui la necessità di non abbandonare l'Italia al proprio destino, ma di affrontare la questione dei richiedenti asilo unitariamente tra tutti gli stati dell'Unione.

La divisione in quote dei profughi secondo criteri che tengano conto della percentuale della popolazione migrante già presente nel paese, del grado di disoccupazione, della grandezza geografica e di altri criteri oggettivi appare una condizione necessaria per porre le basi per una soluzione stabile e duratura della questione dei flussi migratori e per offrire delle soluzioni certe, dignitose e sicure a tutti coloro che fuggono dalla propria terra a causa della guerra e della forte situazionedi instabilità che ha colpito i territori adiacenti al continente europeo.

Per trattare questi e altri temi il circolo dei Giovani Democratici di Cuneo organizza un'iniziativa che si terrà venerdì 29 maggio alle ore17.30 in Largo Giuseppe Audifreddi a Cuneo e che vedrà la partecipazione del parlamentare del PD On. Paolo Beni, membro della Commissione di inchiesta sul sistema di accoglienza e di identificazione dei migranti e presidente ARCI fino al 2014.

Interverranno inoltre il sindaco di Saluzzo Mauro Calderoni, l'avvocato Elisa Elia, il mediatore culturale Pléa Aboudramane, la parlamentare PD On. Chiara Gribaudo. Modererà il Segretario cittadino dei Giovani Democratici di Cuneo Paolo Beltramo.

Durante il dibattito verrà dato spazio al racconto e alle testimonianze di alcuni ospiti dei centri di accoglienza del territorio. A seguire alle 19, nella sede del PD di Cuneo, si terrà un aperitivo multiculturale preparato dai richiedenti asilo e una jam session per un'improvvisazione musicale.

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