Attualità - 22 giugno 2015, 10:21

Nuovo piano regionale per diminuire i rifiuti

Dopo l’adozione della Giunta Chiamparino il documento verrà discusso in Commissione e dovrà ottenere il sì del Consiglio

Nuovo piano regionale per diminuire i rifiuti

L’assessore Valmaggia: “In provincia di Cuneo bisognerà avere un gestore unico e non i quattro attuali consorzi” La Giunta regionale ha adottato il nuovo Piano dei rifiuti. Ora ci saranno i passaggi in Commissione Ambiente e la discussione nel Consiglio di Palazzo Lascaris, con la speranza di ottenerne l’approvazione entro il 2015.

Il nuovo documento, le cui norme saranno valide fino al 2020, si è reso necessario perché quello attualmente in vigore risale al 1997 (un tentativo di rivederne l’impianto nel 2007 non ha ottenuto risultati positivi) e, quindi, non risponde più alle mutate esigenze del settore. Infatti, oltre ad essere cambiata l’impostazione della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti, con la promozione sempre maggiore della differenziata e l’entrata in funzione del termovalorizzatore del Gerbido, a Torino, c’è anche il rischio di incorrere in un procedimento di infrazione da parte dell’Unione Europea.

Le linee guida del Piano, che accolgono le direttive europee, sono di diminuire in modo sensibile la ancora alta produzione di rifiuti sul territorio regionale, raggiungendo, con il materiale inevitabilmente raccolto, il 65% di differenziata - mentre adesso, pur con picchi del 70% , si attesta su una media intorno al 50% - e il 50% della percentuale di riciclaggio. Avendo l’obiettivo di arrivare, nel 2020, a non più di 670.000 tonnellate di immondizia indifferenziata da gestire.

Dobbiamo aumentare - sottolinea l’assessore all’Ambiente, Alberto Valmaggia - la raccolta differenziata attraverso il porta a porta, facendo crescere soprattutto la frazione organica. Insieme dobbiamo migliorare la qualità del materiale differenziato prodotto in modo da poterlo riutilizzare, evitando così il suo trattamento negli impianti per dirottarlo, poi, agli inceneritori, oppure allo smaltimento nelle discariche."

Come si può ottenere?
Un ruolo attivo e dominante lo giocano i sistemi integrati di raccolta, soprattutto di tipo domiciliare, e i centri capaci di facilitare i cittadini e le imprese nel conferire, a breve distanza, certi tipi di rifiuti che costerebbe troppo andare a prelevare, quotidianamente, strada per strada”.

I progetti sulla provincia di Cuneo?
In Piemonte si va verso la pianificazione dell’impiantistica a livello regionale, mentre la gestione del ciclo integrato dei rifiuti, superando il livello provinciale, va verso i quattro quadranti, con ognuno un proprio gestore. Un quadrante è quello della provincia di Cuneo. Per cui, bisogna procedere con la progressiva fusione degli attuali quattro consorzi. Invece, a livello di raccolta la competenza rimane in capo ai Comuni, che la svolgono in modo associato. Questo perché l’operazione si deve adattare il più possibile alla differenze e alle caratteristiche del territorio. In ogni caso, anche per la “Granda” vale il discorso di aumentare la percentuale di differenziata”.

c.s.

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A GENNAIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU