Attualità - 24 giugno 2015, 13:07

Gestione dell'acqua, quale futuro? 250 sindaci il 2 luglio sono chiamati al voto

C'è divisione tra chi vorrebbe un solo gestore pubblico per tutta la provincia e chi invece vorrebbe continuare nell'attuale gestione mista. Il comitato Acqua bene comune sta incontrando i sindaci dei comuni più grandi

La manifestazione della scorsa settimana a Bra

La manifestazione della scorsa settimana a Bra

A Cuneo si continua a trattare sulla gestione dell'acqua dal 2017. Il prossimo 2 luglio si dovrebbe votare: c'è chi vorrebbe un gestore unico e chi invece vorrebbe continuare a mantenere la gestione mista pubblico-privata, rimandando la decisione al 2021.

In questo contesto, il Comitato cuneese acqua bene comune nei giorni scorsi ha incontrato i sindaci di Saluzzo e di Fossano.

"Sabato 20 giugno il sindaco di Saluzzo, Calderoni, ci ha ricevuti in un incontro ufficiale che avevamo chiesto la settimana prima. La delegazione del Comitato ha illustrato i motivi della campagna Mettiamoci la Faccia e la proposta di votazione per la gestione unica totalmente pubblica per ATO4 cuneese.

Calderoni ha ribadito di essere soddisfatto dell'attuale gestore misto Alpiacque senza per questo essere contrario ad una forma di gestione pubblica della quale rimangono da verificare costi e fattibilità. Pensa perciò che sia conveniente una proroga delle attuali gestioni al 2021 con contemporanea effettuazione di studi attuativi che dimostrino la capacità di fornire un servizio migliore.

La nostra delegazione ha chiarito come una proroga non sia prevista dalla legge nazionale, come sia certo che il futuro gestore non potrà essere Alpiacque e come sia comunque obbligatorio assumere la decisione sulla forma di gestione entro il prossimo 30 settembre.

Il sindaco non ha risposto su questo, anzi ha detto di ritenere che il Comitato, pur perseguendo un disegno autonomo, oggettivamente finisce per essere un sostenitore più o meno consapevole dell'azienda pubblica ACDA di Cuneo. Un incontro nel quale il sindaco non ha dimostrato disponibilità a prendere in considerazione le nostre tesi, assumendo una posizione ideologicamente preconcetta nei nostri confronti.

Lunedì 22 giugno invece un'altra delegazione del Comitato ha incontrato il sindaco di Fossano, Davide Sordella, con lo scopo di consegnargli le 282 firme raccolte dal gruppo locale a favore della forma di gestione totalmente pubblica. In un colloquio durato quasi un'ora e mezza, molto articolato, le due parti hanno avuto modo di approfondire molti aspetti politici e tecnici sulle gestioni. Il sindaco ha ribadito che il risultato referendario del 2011 ha dato un mandato molto chiaro anche relativamente alle gestione pubblica. Le complicazioni arrivano quando si tratta di attuarlo, per questo ci ha informati di aver convocato un consiglio comunale aperto per lunedì 29 giugno, in modo da ricevere un mandato ben preciso da esercitare all'Assemblea Generale del 2 luglio.

Si è detto ben consapevole che non è immaginabile per il dopo 2017 una gestione mista tipo Alpiacque con un solo comune (Fossano appunto) che detiene la stragrande maggioranza delle quote pubbliche, ma che serve piuttosto un patto di sindacato tra tutti i comuni che dovranno essere rappresentati unicamente in ragione della loro popolazione e della loro estensione territoriale. Argomenti che sono parte della stessa proposta del Comitato. Sui tempi di attuazione si è detto anche lui convinto della necessità di un rinvio al 2021, motivato da un avvio contemporaneo anche per l'area di Mondovì che ha deciso di staccarsi dal socio privato IREN. Con un percorso però ben definito che stabilisca esattamente chi e quando dovrà attuare le varie tappe per non giungere a quella data nuovamente impreparati. Serve quindi uno studio che metta in evidenza gli investimenti effettivamente realizzati a fronte dell'attuale piano d'ambito e quelli previsti per il futuro, con la relativa valorizzazione economica, in modo da conoscere esattamente il fabbisogno di finanziamenti. Anche per valutarne attentamente la ricaduta sulle tariffe degli utenti.

Per questo si è detto molto interessato alla proposta di gestione totalmente pubblica da noi formulata ed ha chiesto l'invio di un documento dettagliato che si è impegnato a leggere lui stesso come contributo alla discussione del consiglio del 29 prossimo. Si è anche impegnato a richiedere ad Alpiacque la pubblicazione del bilancio sul sito aziendale.

Ambedue i sindaci, nei rispettivi incontri, hanno tenuto a ribadire come sentano forte la necessità di un piano strategico di coinvolgimento di tutti i territori provinciali, anche su altre tematiche (rifiuti, trasporti) che a loro dire oggi sono troppo “cuneocentriche”. In particolare sulla gestione dell'acqua lamentano una conduzione della trattativa troppo sbilanciata a favore dell'azienda pubblica di Cuneo, mentre a loro avviso le aziende di gestione dovrebbero rimanere fuori dalla discussione. Con il sindaco Sordello abbiamo ribadito come anche noi condividiamo questa posizione, ma che purtroppo da altre parti siano giunti proprio in questi giorni inaccettabili attacchi a quell'azienda che denotano come gli interessi dei privati nel campo siano forti e non disdegnino anche la denigrazione pur di non rinunciare ai profitti.

Ci auguriamo che questo non diventi, da ambedue le parti, l'argomento principe che potrebbe far scadere l'Assemblea Generale del 2 luglio in un perfido regolamento di conti.
Invieremo sicuramente al sindaco di Fossano il nostro documento ed invitiamo fin da ora i cittadini fossanesi che hanno sottoscritto il nostro appello ad essere presenti al consiglio comunale del 29 giugno.

COMITATO CUNEESE ACQUA BENE COMUNE

rg

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