L’idea è certamente un poco “pazza”, ma di grande suggestione e poesia. Ad averla sono stati Bartolomeo Brondino ed Enrico Vegezzi-Bossi, titolari dell’omonima antica bottega artigiana, attualmente con sette dipendenti, nata nel 1550 a Mendrisio e dal 1824 insediata a Centallo, che si occupa della costruzione e del restauro di organi a canne. “A gennaio - spiegano - leggendo la storia del monte Cervino, abbiamo scoperto che il 17 luglio 2015 ricorrevano i 150 anni della prima salita alla vetta dalla via italiana lungo la Cresta del Leone effettuata dalla cordata dell’abate Gorret e di Jean-Antoine Carrel: guida della Valle d’Aosta. Allora, vista la passione comune per la montagna e lo strumento musicale al quale dedichiamo il nostro lavoro, ci siamo detti: dobbiamo preparare qualcosa per festeggiare questa data importante nel migliore dei modi”.
Perciò, insieme all’architetto Paolo Ferrero e ad altri collaboratori dell’azienda, hanno studiato e costruito un organo portativo a forma di Cervino con 32 canne, lunghezza e altezza di 64 centimetri, profondità di 45 centimetri e peso di 15 chilogrammi. Il piccolo generatore di note ebbe la sua massima diffusione, in Europa, nel 13º e 14º secolo e presenta la particolarità di dover essere suonato con la sola mano destra, mentre la sinistra aziona il mantice per produrre l’aria necessaria a far uscire le armonie. Però, Brondino e Vegezzi-Bossi non erano ancora soddisfatti. “A quel punto - sottolineano - abbiamo deciso che quell’organo lo dovevamo portare sul Cervino lungo la via italiana. L’amico, guida alpina, Cege Ravaschietto, si è reso disponibile a organizzare la spedizione. Gli amministratori valdostani, venuti a conoscenza del progetto, ci hanno inseriti nel programma dei festeggiamenti per i 150 anni”.
Quindi, tempo permettendo, Brondino, Ravaschietto e alcuni compagni di avventura, tra cui don Paolo Papone, parroco di Valtournenche, il 16 luglio arriveranno con l’organo fino al rifugio Carrel a 3830 metri di quota, dove bivaccheranno. Poi, il 17 luglio saliranno ai 4478 metri della cima del Cervino sulla quale, raggiunti da altri alpinisti in arrivo dalla via svizzera, aperta tre giorni prima di quella italiana, sempre nel 1865, dalla cordata del francese Michel Croz e dell’inglese Edward Whymper, parteciperanno alla celebrazione della messa in alta quota con l’organo suonato da Brondino. Una cerimonia all’insegna di quell’amicizia, che solo la montagna sa regalare e a cui prenderanno parte una trentina di persone: il massimo che può contenere la sommità della montagna. Dopo, è prevista la discesa sul piazzale della parrocchia di Valtournenche in cui, attorno alle 17.30, un gruppo vocale eseguirà un brano corale musicato dal maestro di composizione e dipendente della Vegezzi-Bossi, Antonio Olmo, su poesia dedicata al Cervino di Daniele Riva. Il tutto sempre accompagnato dall’organo. Una prima assoluta.
“Vogliamo ringraziare - concludono Brondino e Vegezzi-Bossi - tutte le persone che ci hanno aiutato in questa straordinaria avventura”.
Tra queste c’è anche l’assessore regionale alla Montagna, Alberto Valmaggia, che ha sostenuto personalmente l’iniziativa. “Si tratta - afferma Valmaggia - di un bellissimo progetto, in quanto richiama una tappa epica dell’alpinismo e perché nasce dalla terra cuneese e da un’azienda della “Granda” altrettanto importante e dalla lunga tradizione artigiana”.
La due giorni promette una valanga di emozioni. E poterci essere è una magica opportunità di mescolare le meraviglie della montagna e della natura con la gioia della musica. Per celebrare, insieme, un anniversario storico.





