Curiosità - 20 luglio 2015, 18:45

La cantina Terrenostre a Cossano Belbo propone un nuovo Asti Spumante

Un vino di qualità per migliorare la produzione del Moscato Bianco più esportato d'Italia

La cantina Terrenostre a Cossano Belbo propone un nuovo Asti Spumante

Per molto tempo i partecipanti della filiera del Moscato hanno cercato di sormontare la situazione di mediocrità che ormai era caratteristica della filiera stessa, arrivando a proporre valori e parametri specifici da seguire per individuare quelli che sono chiamati Sorì, vigneti in cui mediante le caratteristiche uniche del territorio è possibile ottenere un tipo di uva e di vino di qualità decisamente maggiore rispetto a quello già prodotto.

 Per i vigneti e i viticoltori era previsto un premio di 3 euro per ogni tonnellata d' uva prodotta, somma stabilita con un Accordo professionale della durata di due anni (dal 2012 al 2013): questo venne poi rettificato nel 2014, cancellando così la vincita promessa alle vigne. Ciò fece sorgere l’ipotesi di uno scarso interesse nei confronti della qualità e del prestigio dell’ Asti, ipotesi poi ulteriormente difesa dal momento in cui nessun vinificatore cercò di assicurarsi le uve prodotte nei Sorì.

Negli ultimi mesi però la cantina Terrenostre di Cossano si è distinta dalle altre per una sua iniziativa:  vinificare le uve del Sorì Alvaj di Angela Fogliati e del Sorì La Cantija di Maria Vittoria Grassi (entrambi territori del Cossano Belbo) per poter produrre un Asti di notevole qualità, presentato poi nel corso della festa dei viticoltori associati. Nonostante la produzione ridotta del vino, l’impulso dato dalla cantina Terrenostre ha conseguito un apprezzabile successo, e anche se non si conoscono i risultati ottenuti dal progetto mostrato, suggerisce sicuramente un nuovo punto di partenza alle grandi firme dell’Asti per poter migliorare ulteriormente la produzione di uno degli spumanti dolci più conosciuti al mondo.

Anna Arneodo

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