"Signor sindaco, mi faccia una cortesia: non dica più di avere un pensiero di carattere liberale. Dopo la decisione assunta questa sera, Benedetto Croce si rivolterebbe nella tomba!". Le parole del consigliere di minoranza Stefano Tarolli ("Mondovì in Movimento") lasciano ben intendere il clima effervescente creatosi nel corso del consiglio comunale di ieri a Mondovì.
Il pomo della discordia, capace di esacerbare gli animi, è rappresentato dall'integrazione apportata all'articolo 4 del regolamento di polizia locale in materia di sicurezza urbana e degrado: modifiche eccessivamente perentorie e restrittive secondo alcuni, necessarie e imprescindibili per altri.
Alla fine, malgrado i tentativi dell'opposizione di sospendere temporaneamente la seduta per approfondire alcuni aspetti e di inserire l'argomento in un nuovo ordine del giorno, la delibera è stata approvata a maggioranza: ecco dunque cosa cambia dalla data odierna nell'ambito dei comportamenti vietati sull'intero territorio comunale.
Innanzitutto, escluse le manifestazioni, serali o meno, non sarà più consentito consumare bevande alcoliche negli spazi pubblici né tantomeno abbandonare bottiglie o lattine. "Negli ultimi tempi - ha spiegato l'assessore Guido Tealdi - si è registrata una forte tendenza da parte di numerose persone di bivaccare nei parchi pubblici, consumando quantità eccessive di alcolici. Pertanto, è fondamentale dare un giro di vite ai trasgressori, che potranno essere puniti con una multa fino a 500 euro".
Tante le perplessità suscitate da questa normativa, che possono essere riassunte nel pensiero del consigliere di minoranza Paolo Magnino ("Mondovì in Movimento"): "Sostanzialmente, da adesso sarà possibile sanzionare anche chi fa un pic-nic nei prati. In tutta onestà, non posso proprio esprimere voto favorevole".
Un altro punto su cui si è discusso in maniera alquanto concitata è rappresentato dal divieto di accattonaggio, molestie ed elemosina, mediante l'esposizione di cartelli o l'ostentazione di menomazioni fisiche (diffuso soprattutto in prossimità di centri di culto e supermercati). Il regolamento, in questo caso, è durissimo: multa fino a 500 euro e sequestro della cifra elemosinata.
Una scelta che ha mandato su tutte le furie Tarolli, che si è scagliato contro la maggioranza: "Mi rammarica constatare che quando l'opposizione cerca di intervenire in via migliorativa incontri sempre un muro sulla propria strada. La proibizione dell'elemosina mi sembra un provvedimento eccessivo, in assoluta controtendenza rispetto al pensiero liberale sbandierato a più riprese da quest'amministrazione". E ancora: "Mi chiedo come faccia un mio collega, che si professa di principi cattolici, a votare contro l'elemosina dopo essersi presentato alle ultime elezioni con lo scudo crociato!". Immediata la replica di Ciro Gola ("Libertas UDC Casini"): "Tarolli è un abile oratore ed è molto bravo a strumentalizzare ogni questione. Io non mi sono mai permesso di giudicare lui o i suoi colleghi in base al partito con cui si sono presentati alle elezioni. Il mio voto sarà positivo in quanto nella riunione di venerdì avevo chiesto delle variazioni che sono state prontamente apportate e non posso non ritenermi soddisfatto. Inoltre, non dimentichiamoci che esiste sempre il buon senso, che i nostri agenti di polizia sanno applicare".
Inasprite anche le sanzioni (fino a 500 euro) per chi "contatta, anche con la veloce fermata del veicolo, soggetti che esercitano l'attività di meretricio o che, per atteggiamento, abbigliamento o comportamento manifestino l'intenzione di esercitare attività di prestazioni sessuali a pagamento", con multe destinate anche a chi "sta sulla strada".
Il consigliere di minoranza Mario Bovetti: "Sono sconcertato, trovo raccapricciante che nel testo del regolamento si parli di persone che "paiono" prostitute per il loro abbigliamento. Se si vuole intervenire da un punto di vista normativo, occorre valutare con accuratezza le conseguenze, oltre a verificare le disposizioni già vigenti in materia. Inoltre, tutti questi provvedimenti sono illegittimi, si raggiunge l'incostituzionalità: secondo la Corte costituzionale i comuni non possono operare in tal senso in modo permanente, ma soltanto in situazioni "urgenti" e "incontingibili". Così facendo, rischiamo di creare confusioni normative".
Anche Magnino è ritornato sull'argomento della prostituzione, lanciando una provocazione: "Alcune associazioni, come la Papa Giovanni XXIII, "contattano" proprio queste ragazze nel loro orario di "lavoro" per provare a toglierle dalla strada e offrire loro una nuova vita. Siccome il nuovo regolamento vieta tutto questo, sarà multato anche chi tenta un'azione di recupero?".
Infine, l'integrazione prevede anche una maggior tutela del suolo pubblico: i gestori dei negozi presenti nel centro urbano dovranno salvaguardare la pulizia dello spazio antistante al proprio esercizio commerciale. Elena Merlatti ("Scelta Civica Mondovì"): "Siamo sicuri che spetti davvero a loro quest'incarico? Non dev'essere il comune ad adottare adeguate contromisure?".
A chiudere la discussione ci ha pensato l'assessore Tealdi, che dopo aver incassato il plauso della maggioranza, rappresentata dal consigliere Ezio Tino ("Giusto consentire alla polizia municipale di agire in maniera più efficace"), ha asserito: "Il nuovo regolamento è stato vagliato dal Comando e sono state effettuate verifiche scrupolose. Noi non siamo i precursori di queste norme, dal momento che sono già state adottate con ottimi risultati in altri comuni italiani, fra cui Parma, Imperia, Modena e Perugia. Speriamo di poter riscontrare gli stessi esiti positivi anche sul territorio di nostra pertinenza".





