Saranno più di 1.200 i profughi che saranno destinati alla regione Piemonte nei prossimi giorni: questa la decisione operata dal Ministero degli Interni per l’organizzazione e la distribuzione sul suolo nazionale della nuova ondata di immigrati.
Il Piemonte, secondo questa scelta, diventa la seconda regione per numero di rifugiati ospitati, seconda solamente alla Lombardia. Sull’emergenza i presidenti degli enti provinciali sono stati messi in allerta dai prefetti. Ancora non è dato sapere quanti di questi confluiranno in Granda.
Un emergenza che in queste ore sta toccando numeri altissimi con continui barconi in partenza dalle coste libiche e con una pressione proveniente anche dall’Est Europa.
Sul nostro giornale nei giorni scorsi ampio è stato il dibattito tra i lettori sulla questione dei migranti. Una questione che rimane sempre delicatissima. Se da una parte c’è il valore etico di ospitalità per chi fugge disperatamente da terre di conflitti, dall’altra ci sono i problemi strutturali di un paese che rimane al centro della confluenza del flusso migratorio, con l’Europa ancora inerme nella gestione dei rifugiati in arrivo sulla penisola.
La provincia di Cuneo nei mesi scorsi ha saputo gestire la prima grande ondata del 2015, come reagirà a questa nuova emergenza?





