Attualità - 24 agosto 2015, 13:16

Cosa ne pensi della qualità dell'aria?: raccogliere le opinioni dei piemontesi per costruire un Piano regionale condiviso ed efficace

Il settore Ambiente della Regione ha predisposto un questionario on line al quale i cittadini possono rispondere fino al 31 agosto

Cosa ne pensi della qualità dell'aria?: raccogliere le opinioni dei piemontesi per costruire un Piano regionale condiviso ed efficace

Elaborare un “Piano per la qualità dell’aria” sull’intero territorio piemontese, rendendolo il più possibile efficace, partecipato e condiviso dai cittadini. E’ l’obiettivo che gli uffici dell’assessorato all’Ambiente della Regione si sono posti attraverso la consultazione pubblica on line partita l’11 maggio e che si chiuderà lunedì 31 agosto. Al momento hanno risposto oltre 1400 persone.

Tra i suggerimenti più segnalati l’avere disponibile un migliore trasporto pubblico con la conseguente riduzione del traffico veicolare privato e il promuovere un maggiore isolamento termico degli edifici per ridurre le emissioni inquinanti degli impianti di riscaldamento.

Accedendo al sito www.regione.piemonte.it/ambiente/aria/consultazione.htm, quanti vogliono dare il loro contributo propositivo possono rispondere al questionario anonimo e la cui compilazione richiede non più di 10 minuti di tempo. Dopo le domande introduttive si può esprimere la propria opinione sull’inquinamento atmosferico presente nel territorio in cui si abita, il suo rapporto con la salute dei cittadini, le fonti di emissione, in quale modo si acquisiscono le informazioni sull’argomento, le politiche sui mezzi di trasporto e sull’efficientamento energetico e le azioni da compiere e gli attori da coinvolgere per migliorare la qualità dell’aria.

Alla fine di ogni sezione ci sono dei link con delle schede di approfondimento, come il rapporto fra l’inquinamento atmosferico e la salute dei cittadini in cui vengono riproposti i dati della “Relazione sullo stato dell’ambiente in Piemonte nel 2014”: studio prodotto dalla Regione e dall’Arpa. Tra le particelle più pericolose, che vengono liberate nell’atmosfera, ci sono le polveri sottili Pm10 per le quali le direttive europee impongono il massimo di 35 giorni di sforamento all’anno del limite di 50 microgrammi al metro cubo.

Il questionario è stato realizzato utilizzando “EU Survey”, lo strumento ufficiale di costruzione dei sondaggi della Commissione Europea: organismo che, allo stesso modo del Governo italiano con il portale partecipa.gov.it, fa della consultazione pubblica una prassi per assicurare la coerenza e la trasparenza nelle decisioni da assumere. Così ha anche voluto procedere la giunta Chiamparino.

Attraverso l’iniziativa - sottolinea l’assessore regionale all’Ambiente, Alberto Valmaggia - vogliamo raccogliere le abitudini dei cittadini, assicurare che le loro preoccupazioni e aspirazioni siano comprese e considerate e valutare la percezione del territorio rispetto a quanto finora è stato fatto dalle Amministrazioni pubbliche per ridurre l’inquinamento atmosferico. Un metodo partecipativo molto utilizzato negli altri Paesi del Vecchio Continente, con il quale vogliamo dimostrare di essere, pure su questo fronte, cittadini europei a tutti gli effetti”.

LE LINEE GUIDA GIA’ APPROVATE
Acquisite le opinioni dei piemontesi, le risposte verranno tradotte in un documento riepilogativo che sarà pubblicato sul sito della Regione e del quale si terrà conto nella redazione del Piano per la qualità dell’aria. In quest’ultimo documento, le cui linee guida sono state approvate dalla giunta Chiamparino a giugno, oltre all’impegno di raccogliere i suggerimenti arrivati dai cittadini e di ascoltare le parti sociali, c’è l’assicurazione di inserire alcune misure fondamentali. Come il ridurre le emissioni in atmosfera con modalità capaci di far rientrare, in tempi certi, l’inquinamento nei valori fissati dalla legge per proteggere la salute della popolazione; poi, la modifica dei sistemi di produzione e di consumo che, ora, incidono negativamente sulla qualità dell’aria; quindi, la ricerca degli strumenti di programmazione nei campi dell’energia, dei trasporti e dell’agricoltura più coerenti con la tutela dell’ambiente e, infine, uno studio dei percorsi di ecogestione.

IL LAVORO CON LE ALTRE REGIONI
Inoltre, l’assessorato regionale, per cercare di risolvere il problema inquinamento nel modo più concreto possibile, sta studiando delle strategie con gli altri territori confinanti. Si è creato un gruppo di lavoro tra le dodici aree europee che, a livello di conformazione geomorfologica, essendo dei catini chiusi, dove non c’è vento, presentano delle problematiche simili rispetto all’inquinamento atmosferico e alla qualità dell’aria. Per il nostro Paese sono le zone del bacino padano: Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna.

L’obiettivo - conclude Valmaggia - è di confrontarsi e di scambiarsi le buone pratiche, anche perché, esistono, comunque, delle differenze e, di conseguenza, occorre variare le strategie politiche e tecniche di intervento”.

r.t.

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