Eventi - 26 settembre 2015, 18:29

Alba: seconda serata di Torino Spiritualità

Al teatro sociale Enzo Bianchi con “Ascoltare il sussurro del Divino”

Alba: seconda serata di Torino Spiritualità

Sala nuova del Teatro Sociale G. Busca di Alba colma di ascoltatori in religioso Silenzio ieri sera per il dialogo "Ascoltare il sussurro del Divino" con Enzo Bianchi, il Priore della Comunità di Bose, condotto da Gabriella Giargia. "Silenzio e Suono relativi all'Uomo, perché - ricorda il Priore - nell'Universo ci sono Silenzi e Suoni con vibrazioni e frequenze a noi non percepibili. Per Dio non si può dire che ci sia Silenzio o Suono. Certo Dio è una parola in cui ciascuno ripone i propri desideri e proiezioni, in ogni caso il Silenzio è il luogo in cui noi discerniamo la presenza dell'Altro".

Enzo Bianchi, appena laureato in Economia e Commercio, nel 1965 arriva a Bose e per 3 anni resta lì, solo, in un cascinale disabitato senza luce elettrica né acqua corrente. Solo e in Silenzio ha potuto rivolgersi le domande più profonde, quelle spirituali, "chi sono, da dove vengo, dove vado, chi sono gli altri per me". Nel giro di 20 anni Bose si popola gradualmente, nel 1985 sono in 70 monaci e Bianchi si trasferisce in una casetta in un bosco con 4-5 fratelli, ma da 10 anni è di nuovo solo, in un'altra casetta in un bosco. "Il Silenzio sta in rapporto con noi e con le nostre capacità - prosegue Bianchi - per una persona un po' sorda è qualcosa di più che per una persona con un udito nella norma. Il Silenzio è assenza di rumore e parole, la parola è Suono" e traendo spunto dal brano ascoltato in apertura di Simon & Garfunkel, "The Sound of Silence", aggiunge che "la musica stessa è intervallata da Silenzi, altrimenti sarebbe solo un rumore continuo".

"Siamo bombardati da continue intrusioni, e non ce ne rendiamo conto, siamo di fronte alla mancanza di Silenzio tanto che, quando lo troviamo, la gente è spesso assalita dall'angoscia, eppure c'è un Silenzio buono di cui abbiamo bisogno". Secondo il monaco, oggi angoscia più il Silenzio che la Solitudine, forse perché di fatto siamo tutti sempre più terribilmente soli, pur illusi del contrario per la miriade di contatti che vantiamo. "Nel Silenzio c'è un linguaggio fonico che ci raggiunge, nel Silenzio si ascolta, l'ascolto è Silenzio e dipende dalla capacità di fare Silenzio", così commenta Bianchi la poesia di Alda Merini "Ho bisogno di silenzio" letta in sala. Evidenzia poi come l'udito sia l'unico organo di senso che non possiamo mai "chiudere": per quanto possiamo "tapparci le orecchie" per non sentire, l'orecchio è sempre in azione, per cui Bianchi ne deduce che l'Uomo nasca ascoltante, è attraverso l'ascolto che entriamo in relazione ed è attraverso l'ascolto che impariamo a parlare, come le persone sordomute ci insegnano.

Il Silenzio è ascolto, e la vera preghiera cristiana è ascoltare Dio, non parlargli pretendendo che si pieghi alle nostre aspettative.

Dalla Sacra Bibbia: "Venne il Signore, stette di nuovo accanto a lui e lo chiamò ancora come le altre volte: «Samuele, Samuele!». Samuele rispose subito: «Parla, perché il tuo servo ti ascolta». Allora il Signore disse a Samuele: «Ecco io sto per fare in Israele una cosa tale che chiunque udirà ne avrà storditi gli orecchi". "Parla Signore che il tuo servo ti ascolta", non viceversa.

Bianchi si considera educato al Silenzio dalla Vita, a casa sua c'era molto silenzio, figlio unico solo in casa, padre fuori tutto il giorno per lavoro e madre malata, morta quando lui aveva soli 8 anni. Rimasto orfano di madre, ha imparato a ritrovarne la presenza nel Silenzio delle colline, "il Silenzio e la Solitudine possono essere abitati - specifica - sono condivisione e comunione, sono pieni di presenza, non sono disperanti né angosciosi. Tutto diventa occasione di comunicazione dentro di sé, anche con l'inanimato, con le pietre, comunicazione con tutto ciò che è la Vita".

Per quanto anche a Bose vi siano monaci chiacchieroni, il Silenzio è caro a tutti i monaci e lo rispettano dalle h 20 alle h 8 del mattino, mentre durante la giornata l'esercizio consiste nel dire solo ciò che è necessario per il lavoro che si sta svolgendo.

"Basta fermarsi in Silenzio che tutto cambia, anche soli 15 minuti al giorno -  suggerisce Bianchi - perché i pensieri migliori vengono dal nostro cuore e della nostra coscienza, che contattiamo solo se impariamo a stare in Silenzio, è lì che ci parla Dio, è lì che l'incontro avviene e possiamo scoprire di essere molto più buoni di quello che crediamo".

E conclude con un riconoscimento a Papa Francesco: soffia su una brace che sembra spenta sotto la cenere, forse non ce la farà ad arrivare alla Riforma della Chiesa ma sicuramente così facendo riattiva la Speranza.

Emil Eirale

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