Verdetto tremendamente amaro per la formazione Juniores regionale della Virtus Mondovì Carassonese: quest'oggi il giudice sportivo si è pronunciato circa i fatti accaduti sabato 17 ottobre in occasione della partita contro il Revello, sospesa a una manciata di minuti dal fischio finale a causa di offese piovute dagli spalti nel confronte del direttore di gara, Jules Roland Andeng Tona Mbei, giovane ventenne di colore.
Questo l'esito della sentenza, che assume i contorni di una maxi-stangata per la compagine grigiorossa: "La gara in epigrafe - si legge nel documento ufficiale - non ha avuto regolare conclusione essendo stata sospesa anzitempo dall'arbitro. Dall'esame del referto di gara si evince che al 39º minuto del secondo tempo l'arbitro decretava la ripetizione di un calcio di rigore in favore del Revello per irregolarità avvenuta durante l'esecuzione. A questo punto il direttore di gara veniva letteralmente circondato da giocatori della società Virtus Mondovì i quali, non accettando in alcun modo la decisione arbitrale, lo insultavano e minacciavano impedendo la ripresa del gioco con l'esecuzione del calcio di rigore. Tra questi l'arbitro identificava il capitano De Carolis Andrea e Scaringi Marco che in particolare si distinguevano tra i più attivi nella contestazione offensiva e minacciosa nei suoi confronti: Scaringi addirittura lo inseguiva minacciosamente all'interno dell'area di rigore. Alla luce di quanto esposto ambedue i giocatori venivano ritenuti meritevoli di espulsione e pertanto la società Virtus Mondovì, che già era in campo con soli otto giocatori a seguito di tre espulsioni comminate in precedenza, si sarebbe venuta a trovare con soli sei giocatori: numero insufficiente per la prosecuzione della gara".
E ancora: "Considerata la situazione critica, non essendovi tutela alcuna da parte dei dirigenti già allontanati precedentemente per comportamenti offensivi e minacciosi, l'arbitro decideva di non esibire il cartellino rosso ai suddetti calciatori, temendo per la propria incolumità personale, e decretava la sospensione anticipata della gara raggiungendo rapidamente gli spogliatoi. La decisione si appalesa ampiamente giustificata dal grave comportamento posto in essere dai tesserati, dirigenti e calciatori, della società Virtus Mondovì alla quale deve quindi essere addebitata ogni responsabilità in ordine alla sospensione della gara. Pertanto, atteso quanto in premessa ed in applicazione dell'art. 17 comma 1 del C.G.S., si delbera di assegnare gara persa alla società Virtus Mondovì, disponendone l'omologazione con il seguente risultato: Virtus Mondovì - Revello 0-3".
Ma c'è di più. Oltre alla sconfitta maturata a tavolino, i giovani monregalesi dovranno anche fare a meno del loro allenatore Giuseppe Miglio fino al 22 febbraio 2016, squalificato con la seguente motivazione: "Allontanato dal campo per eccessive proteste, alla notifica del provvedimento offendeva l'arbitro. Successivamente dall'esterno della recinzione reiterava le offese e teneva altresì comportamento discriminatorio nei di lui confronti rivolgendogli la seguente espressione: "torna a fare danni in Africa che è meglio". Incitava inoltre i propri calciatori al gioco violento e, al momento della sospensione della gara, scuoteva la recinzione del terreno di gioco. Sanzione irrogata nel minimo edittale (vedi art. 11 comma 1 e comma 2 del C.G.S.)".
Fra gli altri provvedimenti a carico della società grigiorossa, spiccano le squalifiche per tre match ai danni dei calciatori Andrea De Carolis e Marco Scaringi, menzionati nel referto arbitrale, e per due giornate ai loro omologhi Andrea Bracco, Federico Mondino e Michael Peirano.
Infine, il dirigente Claudio Marchisio è stato inibito per un mese per offese al direttore di gara e alla società è stata comminata un'ammenda di 150 euro "per comportamento minaccioso e offensivo da parte dei propri giocatori, solo in parte nominalmente identificati, nei confronti dell'arbitro, tanto da determinare la sospensione anticipata della gara. Per aver inoltre lasciato colpevolmente aperto il cancello di accesso al terreno di gioco, consentendo così, dopo la sospensione della gara, l'ingresso di un sostenitore che minacciava gravemente l'arbitro".
Così, la storia si ripete: esattamente un anno fa, infatti, la sfida, disputata a campi invertiti, vide i biancocelesti imporsi per 3-0 a tavolino sui propri avversari, i quali pagarono cara una disattenzione collettiva, che li portò ad effettuare sei sostituzioni, una in più rispetto a quelle previste dalla normativa che regola i cambi in questa categoria.





