Cetta Berardo, giornalista e formatrice, mercoledì 11 novembre, alle 20,45 sarà a Fossano, nel salone di via Vescovado 12, per presentare il suo libro-indagine Le povertà che ho incontrato in un incontro promosso dalla Caritas diocesana, in occasione della campagna regionale di sensibilizzazione sulla povertà. L’autrice, che opera da anni nel campo delle relazioni di aiuto e svolge l’attività di formatrice, si pone l’obiettivo di incontrare le varie situazioni di precarietà e di narrarle, fissandole in parole e componendo molteplici ritratti dei tanti volti che la povertà assume nella realtà di oggi.
Le “oscure esistenze”, le esistenze ai margini sono sempre più numerose e accogliere e accompagnare i disagi sempre più arduo. Prendono corpo e consistenza i non-luoghi di cui parla Marc Augé, gli spazi dove le oscure esistenze diventano “visibili”, ma che necessitano di uno sguardo particolare per “essere viste”. Il contatto quotidiano nei centri di ascolto, dove si accolgono e si accompagnano le fragilità e le fatiche dell’esistenza, diventa il luogo privilegiato di osservazione di una umanità dolente e precaria; ma è possibile incontrare i nuovi poveri anche in altri luoghi quotidiani: l’atrio di una stazione, il supermercato, il campo di raccolta della frutta d’estate.
In questi contesti marginali, il narrare diventa l’unico modo per dare spazio e visibilità, e quindi dignità, a chi non ha visibilità, a chi vive in una sorta di perenne trasparenza.
Cetta Berardo, pubblicista, per anni insegnante nei Licei, formatrice, analista transazionale certificata, scrive su riviste di Analisi transazionale e ha all’attivo numerose pubblicazioni, tra cui di recente Scrivo… dunque sono e Il sapore della memoria. Ha curato per I.T.A.C.A. (International Transactional Analysts for Childhood and Adolescence) I Quaderni di studio Fanita English e Maria Teresa Romanini. L’arte della cura. Per l’attività di saggista, ha ottenuto i premi “Luigi Veronelli”, “Orio Vergani”, “Il Paese delle donne”.





