Per la prima volta i vini di un’azienda vitivinicola del Saluzzese vengono recensiti dalla prestigiosa guida nazionale Vini d’Italia 2016 (nota come “guida L’Espresso”) dell’omonimo gruppo editoriale. Un risultato storico per l’azienda Cascina Melognis di Revello come per tutto il territorio, che conferma le potenzialità in termini di qualità vitivinicola di tutta l’area ai piedi del Monviso e la dimostrazione del fatto che anche le piccole realtà vinicole pedemontane possano realizzare produzioni apprezzabili, capaci di stupire e piacere, nonostante la “marginalità” e la vicinanza dei blasonati nomi di Langa e Roero.
16.5/20 è il punteggio ottenuto sia dal Colline Saluzzesi Doc Rosso “Ardy” 2013 (70% Barbera – 30% Chatus, conosciuto un tempo come “Nebbiolo di Dronero”) sia per il Vino Rosso “Novamen” 2013 (70% Barbera – 30% Pinot Noir): un punteggio di fascia molto elevata, come si evince dalla legenda nelle prime pagine della guida.
“A partire da 16.5/20 i vini sono giudicati di livello molto alto – spiega Vanina Carta dell’azienda agricola
Segue, distanziato di poco, il Colline Saluzzesi Doc Pelaverga “Divicaroli” 2014 con 16/20. Altro riscontro prestigioso, poiché come riporta la premessa, "a partire da 15.5/20, un vino è ottimo. Per le tipologie cosiddette minori è un risultato notevole”.
Ma non basta, perché proprio il Colline Saluzzesi Doc Pelaverga “Divicaroli” 2014, prodotto con il vitigno principe e più noto del Saluzzese, il Pelaverga, quest’anno è premiato anche come “Vino quotidiano” dalla guida nazionale Slow Wine 2016.
Il riconoscimento riguarda una selezione di etichette che, oltre ad avere i requisiti necessari per entrare nel novero delle aziende recensite (attenzione nella produzione in vigna, sostenibilità, legame con il territorio), possano vantare un ottimo rapporto qualità/prezzo.
In altre parole, con la definizione “Vino quotidiano”, la guida premia i vini che abbiano raggiunto punteggi di eccellenza in degustazione e che costino fino a 10 euro in enoteca. Un riconoscimento che, per due anni di seguito, le edizioni 2015 e 2014 della guida avevano assegnato al Vino Rosso “Novamen”, già incluso (con l’annata 2009) nella lista dei 100 Migliori Vini d’Italia nel 2011 di Paolo Massobrio, altro nome eccellente della critica enogastronomica italiana.
La Cascina Melognis nasce a Revello alla fine del 2008 e produce vini all’imbocco della Valle Po, sulle colline che cingono Saluzzo e il borgo di Revello, dai ripidi versanti di terra rossa ricchi di scheletro, e che guardano alla mole del Monviso – al quale l’azienda quest’anno si è ispirata per la creazione del marchio registrato “Monviso Wines” visibile in etichetta.
“Sono terre che anticamente godevano di meritata fama per la propria Viticoltura – spiega l’imprenditrice agricola - tuttavia nell’ultimo secolo, complici la fillossera, lo sviluppo massiccio della frutticoltura e la vicinanza con le Langhe, lo spazio per le viti si è gradualmente ridotto, a vantaggio però dei migliori versanti collinari".
L’azienda coltiva in tutto 2,5 ettari nei territori di Revello e Saluzzo e le viti sono condotte in appezzamenti con età di impianto molto diverse tra loro: dagli oltre 60 anni della vigna da cui nasce il Vino Rosato Sinespina, ai 40 anni dei vigneti da cui si produce il Colline Saluzzesi Rosso Doc Ardy. Le vigne sono coltivate con metodi di lotta antiparassitaria integrata, senza alcun ricorso a diserbanti, disseccanti, né ormoni fitoregolatori della crescita. Completano il quadro una filosofia di produzione improntata alla sostenibilità e il ridotto numero di interventi tecnologici in cantina. Cascina Melognis imbottiglia in vetri leggeri per contenere l’impatto ambientale e, grazie alle peculiarità produttive e di terroir, è in grado di proporre vini con un basso o bassissimo livello di solfiti (nell’ordine della metà dei massimi consentiti dalla legge). Oltre che in diversi ristoranti ed enoteche del Saluzzese e del Cuneese, i vini aziendali sono in vendita direttamente in cantina.





