Fossanese - 02 dicembre 2015, 08:50

Bene Vagienna, un convegno ricorda la figura della beata Paola di Bene a 500 anni dalla morte

Sabato 5 dicembre, nella chiesa di San Francesco

Bene Vagienna, un convegno ricorda la figura della beata Paola di Bene a 500 anni dalla morte

Da cinque secoli la devozione alla “signora di Bene”, Paola Gambara Costa, continua a legare mondo popolare e mondo cortese-cavalleresco in un nesso che è strettamente intrecciato e sostenuto dal legame con i Francescani dell’Osservanza minoritica.

A distanza di 500 anni dalla morte, il 24 gennaio 1515, la sua storia di donna, madre ed aristocratica deve ancora essere studiata in una prospettiva più ampia di quella finora utilizzata, che rischia di “provincializzarla”, sia che si svolga dal lato bresciano della sua origine familiare – i Gambara – sia da quello che poi divenne il fulcro della sua devozione, la città di Bene e la cerchia ristretta dei Costa di Bene. Come per molte donne, in ogni tempo, ma a maggior ragione sullo scorcio del Medioevo, il matrimonio rappresentava la vera svolta nella vita, che i problemi legati al parto e  alle frequentissime maternità potevano spezzare molto presto: anche per Paola Gambara fu così, anche se da lei nacque un solo figlio.

Sposa nel 1486, giovanissima, del signore di Bene Ludovico Costa, esponente di una famiglia che dal prestito di denaro aveva saputo salire ai massimi vertici del ducato sabaudo, fu dotata di una ricchissima dote di ben 6000 ducati d’oro, ma quello che poteva apparire come un matrimonio fortunato si rivelò ben presto un peso durissimo da sopportare. L’unico figlio Giovanni Francesco premorto al padre, che alla corte del duca di Savoia Carlo III cercava di accasarsi con una gentildonna di cui non conosciamo né la famiglia né il nome, i frequenti tradimenti del marito, se prestiamo fede alla tradizione agiografica, la religiosità legata al movimento minorita di riforma della Chiesa, che la indusse a scegliere di essere sepolta a Bene in Santa Maria degli Angeli, rendono la sua figura meritevole di essere approfondita secondo le più aggiornate prospettive della ricerca storica.

La ricorrenza del quinto centenario della morte e la riapertura della sua causa di beatificazione – il culto fu approvato da Gregorio XVI nel 1845 sulla base di un culto spontaneo ab antiquo – può essere l’occasione giusta per un convegno di respiro nazionale a cui la Società per gli Studi Storici, Archeologici ed Artistici della provincia di Cuneo sta lavorando da tempo. Gli Archivi di Stato di Torino, Milano e Brescia hanno rivelato documenti nuovi, anche iconografici, come la bella miniatura posta in capo alla supplica dei Costa a papa Giulio II tendente ad ottenere il privilegio dell’altare portatile e ad assumere un confessore con licenza di assolvere da qualsiasi peccato, anche quindi i casi riservati, in articulo mortis.

Per ricordare degnamente la figura di Paola Gambara Costa sabato 5 dicembre  si terrà a Bene Vagienna, nella chiesa di San Francesco, un convegno nazionale di studi che si avvale della collaborazione dell’Università Statale e dell’Università Cattolica di Milano, dell’Università dell’Insubria (Como), dell’Archivio di Stato di Torino e della Società Internazionale di Studi Francescani, con la supervisione storica e organizzativa della Società per gli Studi Storici, Archeologici ed Artistici della provincia di Cuneo. Il  titolo del convegno è La “magnifica signora” di Bene Paola Gambara Costa fra mondo cortese - cavalleresco e militanza minoritica. Nel  V centenario della morte. Dopo la prolusione di Grado Giovanni Merlo, presidente della Società internazionale di Studi Francescani, sono previsti interventi di Rinaldo Comba (A partire da Pralboino: la lunga militanza minoritica di Paola Gambara Costa), Beatrice Del Bo (“Beatissime pater”: una supplica a papa Giulio II di Ludovico Antonio Costa e di sua moglie Paola), Luisa Clotilde Gentile (Tra bande, leoni, aquile e gamberi: le insegne araldiche di Paola Gambara Costa e l’autorappresentazione del lignaggio), Ada Quazza (Le miniature della supplica di Paola e Ludovico Antonio Costa a papa Giulio II Della Rovere), Simona Gavinelli (Un innario di Santa Maria degli Angeli a Bene Vagienna), Elisabetta Salzotti (Sul coro ligneo della chiesa scomparsa della Rocchetta a Bene), Giancarlo Comino (Una beata per un ordine, una comunità rurale e due famiglie aristocratiche), Laura Facchin (Immagini della Beata Paola tra Piemonte e terra bresciana). Concluderà la giornata di studi una tavola rotonda a cui parteciperanno don Beppe Bongiovanni, Rinaldo Comba, Giancarlo Comino e Grado Giovanni Merlo. Sarà un’occasione unica di studio e di approfondimento per fare luce su una delle figure femminili più importanti della storia piemontese e lombarda fra Quattrocento e Cinquecento.

Giancarlo Comino

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