Saluzzese - 26 febbraio 2016, 08:00

“Questa è l’Italia delle mille sfumature, delle peculiarità e delle identità che si trovano intatte soprattutto nei piccoli centri”

Il presidente del Club de “I Borghi più Belli d’Italia” scrive al presidente Anci: salvaguarda tu questo grande patrimonio che viene messo in pericolo dal paventato accorpamento dei Comuni con meno di 5.000 abitanti

“Questa è l’Italia delle mille sfumature, delle peculiarità e delle identità che si trovano intatte soprattutto nei piccoli centri”

L'impressione è che per i piccoli Comuni non ci sarà scampo, perché per poter esistere un municipio dovrà avere almeno 5 mila abitanti. Chi ne ha meno dovrà fondersi, altrimenti ci penseranno le regioni a intervenire d'imperio per accorpare i comuni. E se non lo faranno, i governatori rischieranno il taglio dei trasferimenti. Sono i contenuti di una proposta di legge del Partito democratico presentata a metà novembre e già assegnata alla commissione affari costituzionali della Camera.

Contro il disegno di legge, bersaglio – come si potrà facilmente intuire – di una sollevazione popolare bipartisan, nei giorni scorsi è sceso in campo anche il presidente del Club de “I Borghi più Belli d’Italia” (che in Granda annovera Chianale, Garessio, Neive ed Ostana) Fiorello Primi, che proprio all’Anci ed al suo presidente Piero Fassino ha scritto ha scritto un’accorata lettera.

Ricordato come “il successo turistico nazionale e internazionale e la elevata valenza culturale raggiunta dal Club dei ‘Borghi Più Belli d’Italia’, promosso nel 2001 dalla Consulta del Turismo dell'ANCI, dimostra quanto sia alta nel nostro Paese, la capacità di competere basata sulla bellezza delle  proprie identità uniche ed irriproducibili” e come i comuni certificati nel Club, attraverso una rigida e rigorosa selezione, rappresentino oggi la nuova frontiera dell’offerta turistica nazionale di cui il Ministero dei Beni e le Attività Culturali e del Turismo e l’ENIT, il Ministero dello Sviluppo Economico e l’ICE, molte Ambasciate ed anche il sistema delle Regioni hanno preso piena consapevolezza sulla base dei positivi risultati acquisiti durante questi 15 anni di intensa attività di valorizzazione e promozione della rete di questi piccoli comuni, il presidente Primi ha ricordato a Fassino quanto questa realtà, si sia “plasmata grazie ai piccoli comuni di cui è composta, attraverso slanci di vitalità progettuali voluti di volta in volta dai rispettivi Amministratori, ovvero dalle classi dirigenti componenti le Assemblee Elettive dei singoli territori e dal volontariato”.

Non sarebbe stato possibile costruire la bella realtà dei ‘Borghi’ senza l’impegno profuso dai Sindaci, dagli amministratori e dai cittadini fortemente ancorati alle loro tradizioni e all’essere ‘Comune’ - scrive ancora Fiorello Primi -. Questa è la nostra Italia. Questa è l’Italia delle mille sfumature, delle peculiarità e delle identità che, in ogni campo, si trovano intatte soprattutto nei piccoli centri. Ecco perchè, caro presidente, mi permetto di chiederle di svolgere ogni possibile azione tesa alla salvaguardia di questo grande patrimonio che viene messo in pericolo per effetto di annunciate iniziative legislative, influenzate prevalentemente da valutazioni economicistiche presuntivamente efficienti, finalizzate  a cancellare, per legge, queste preziose  identità”.

Poi la conclusione. “Se si deprimono le elite locali, una volta  non più responsabili dell’interesse pubblico delle piccole ma preziose realtà locali privilegiando il processo di razionalizzazione amministrativa, si rischia non solo di non ottenere significative riduzioni di spesa pubblica (vedasi la recente relazione del Presidente della Corte dei Conti), ma si andrà certamente a depotenziare la competitività del Paese che, lo ripeto, è unica nel mondo per originali profili identitari supportata dall’autonomismo territoriale”.

Il sasso nello stagno è lanciato. L'ennesimo.

R.G.

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