Bellezza e simpatia, amori e delusioni, il cromosoma x e sexy, con il cuore sempre in subbuglio. Vestite dell’animo giovane di chi ancora non si è stancato di sfidare il mondo per provare a renderlo migliore.
Chissà se una donna sa che più invecchia e più è bella. Che la sua perfezione degli anni della gioventù non aveva quell'eleganza, quella poesia che ora hanno il viso, il corpo, le parole. Forse sì, perché lo charme, che fa pendere gli uomini da un paio di labbra è tutto là: nel carattere e nei sorrisi, nella sensibilità e in quei valori, come la famiglia, che sono convinzione, religione.
È la storia di chi cresce, di chi sa migliorarsi nella vita e nel lavoro con passione, tenacia ed entusiasmo. Ma, anche, con impegno, buon senso e qualche spicciolo di fortuna, che, si sa, aiuta gli audaci. Inutile cercare di non farsi catturare: le donne sono balsamo esistenziale, la prova di un destino che si perde nei sogni, ma ritrova ordine nei sentimenti che contano.
Poi viene il resto. Brivido da scollature, gambe da far perdere la testa, lo specchietto e il rossetto tra le mani, per un processo di seduzione frutto di un incantesimo, quasi alchemico. Un mistero che solo nelle favole può avverarsi. Anzi, non nelle favole: nell’arte. Che per gli artisti le donne siano un enigma indecifrabile lo sospettiamo da sempre.
Dopo aver osservato alcune opere del pittore braidese Francesco Gotta ne abbiamo la conferma. Però, quadro dopo quadro, attraverso riflessioni sentimentali illuminanti, in cui un omino interagisce con un paesaggio surreale e onirico, rivelando ideali belli e coraggiosi, scopriamo che molti di loro non hanno in testa cose tanto diverse da quelle delle donne.
Nei suoi occhi si intravede il suo mondo, si legge la sua profondità, il desiderio, che va al di là di quello fisico, si intuisce la sua forte passione per la vita, l'amore vissuto intensamente. Ma si legge anche un dolore difficile da dimenticare.
“Pur nella mia idealizzazione della donna, non ho mai amato la festa dell’otto marzo. Da bambino ho ricevuto l’amore di mia madre, un affetto vero e sincero. La sua giornata iniziava al mattino presto, preparando la colazione a mio padre, che doveva recarsi al lavoro. A quei tempi si dormiva in stanze fredde e l’inverno era molto più gelido di oggi. Ogni mattina, alle sei, arrivava in camera da letto per portare a me e a mio fratello il tazzone di latte con caffè per dare ristoro e pace al nostro sonno. Bevevo ad occhi chiusi quel caldo elisir d’amore, senza neppure svegliarmi. Dopo aver dormito ancora un’oretta, una carezza mi svegliava. Era l’ora della merendina e poi si andava a scuola. Il suo era un bene fatto solo di doveri. Mia madre è, sicuramente, la Donna nella quale ho visto uno spirito di sacrificio incondizionato.
Da qui la mia massima devozione alla figura femminile che ho, successivamente, trasferito nell’arte. Non c’è opera che non sia legata all’immagine della Donna, sia essa una compagna di vita o semplicemente frutto di un’emozione. La dolce e intrigante Luna è simbolo quasi ossessivo dell’idea femminile, accompagnando la Donna in ogni mia creazione, come al seguito di una principessa”.
E di che cosa parlano? Di amori, naturalmente.





