Politica - 19 marzo 2016, 14:29

Il centro islamico non s'ha da fare: per la Lega Nord ci sarebbero vizi di forma insanabili

Conferenza stampa nella sede provinciale del partito

Il centro islamico non s'ha da fare: per la Lega Nord ci sarebbero vizi di forma insanabili

Vizi sostanziali. La Lega Nord si oppone alla costruzione, in corso Gramsci, del centro culturale islamico. Ieri mattina è stata presentata un'istanza in autotutela al Comune di Cuneo, della quale è stata informata anche la Procura di Cuneo, oltre al Comando dei Vigili del Fuoco.

450 metri quadri: "Uno modo improprio perrinominare una moschea nel centro di Cuneo", spiega il segretario della Lega Nord di Cuneo Simone Mauro. "Se le leggi ci sono devono valere per tutti". 

Ma qual è il punto?

L’immobile in questione di Corso Gramsci è composto da due corpi di fabbrica: un piano terreno facente parte di un condominio, dove una volta era sorgeva un supermercato, ed un piano seminterrato che prima dell’intervento era scollegato dal piano terreno citato in precedenza, avendo un unico accesso da una rampa di autorimesse a servizio anche del condominio confinante.

Il progetto presentato ed approvato dal Comune consiste anche nel collegamento del piano terreno al piano interrato con due vani scala, rendendo di fatto i due livelli come un’unica unità immobiliare.

Valter Bongiovanni e Gianfranco Conte, rispettivamente Consigliere Comunale Lega Nord e membro della Commissione Edilizia cuneese, spiegano i punti salienti del documento presentato dai cittadini. “In primo luogo, si è rilevato un vizio sostanziale in merito alla destinazione d’uso dei locali interrati - commentano i due - poiché vi è una difformità tra quanto dichiarato sulla richiesta di permesso di costruire (locale di sgombero) e sull’atto notarile d’acquisto (autorimessa). Inoltre, ancora diversa è la destinazione d’uso risultante dall’ultimo provvedimento edilizio autorizzato dal comune (deposito artigianale). La non corretta rappresentazione dello stato di fatto del locale interrato citato ha fuorviato la Pubblica Amministrazione nella valutazione della pratica, così che fosse erroneamente consentita la monetizzazione dei parcheggi pubblici: tale monetizzazione è consentita infatti entro la soglia di 200 metri quadri in luogo del reperimento fisico della superficie del parcheggio nel lotto di intervento. Invece, considerando anche l’intera superficie del piano interrato così come trasformata e mutata di destinazione, si arriva ad una superficie totale di oltre 400 metri quadri”.

“Vi è inoltre un vizio sostanziale in merito alla valutazione delle superfici autorizzabili - aggiunge Conte -, che è superiore di ben 50 metri quadri, poiché l’ampliamento effettivo (visto il vizio descritto in precedenza) è, di fatto, pari a 375 mq”. “I vizi di cui sopra - continua Bongiovanni - hanno inoltre condotto il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco a valutare erroneamente la categoria in cui rientrano i locali del Centro Culturale. Alla luce delle rilevazioni evidenziate, sarà certamente opportuno effettuare nuovamente le verifiche in materia di sicurezza”.

“In conclusione - dichiarano infine Bongiovanni e Conte - è stata rilevata la nullità del titolo di proprietà dell’Associazione Comunità Islamica: ai sensi dell’articolo 40 della Legge 47/85, è stato violato l’obbligo relativo all’indicazione nell’atto notarile del titolo abilitativo edilizio in relazione alla porzione di fabbricato oggetto di acquisto e successiva richiesta di rilascio del provvedimento edilizio. Per il locale interrato è stata omessa l’indicazione di ben quattro titoli abilitativi post 01/09/67”. In pratica, due unità immobiliari sono state acquistate e raccordate, ma una ha una destinazione d’uso, l’altra è ufficialmente adibita a “sgombero”.

Se, come da prassi, avessero avuto entrambi la medesima destinazione d’uso la metratura totale avrebbe fatto sforare e di molto il limite per poter monetizzare i parcheggi, costringendo così l’Associazione a dotarsi di posteggi privati a servizio della struttura. A causa di questo vizio, la perizia dei Vigili del Fuoco è necessariamente a sua volta incompleta, così come l’ampliamento dichiarato è di gran lunga inferiore a quello effettivo, che non sarebbe permesso dai regolamenti vigenti. In più, l’Associazione Comunità Islamica non avrebbe di fatto avuto il titolo di richiedere il permesso di costruire, poiché l’immobile, dagli atti, non risulterebbe appartenente alla stessa. “Alla luce di questi fatti - dichiara Simone Mauro, Segretario della sezione Lega Nord cuneese - emerge ancora di più quanto siano state improprie le dichiarazioni del Sindaco e di alcuni esponenti di Sinistra delle settimane scorse. Quando avevamo sollevato il problema nel giugno scorso, avevamo chiesto già allora di verificare gli aspetti tecnici e burocratici dell’operazione Centro Culturale (o moschea che dir si voglia), ricevendo per tutta risposta le solite prediche relative all’accoglienza ed all’integrazione. Nessuno ha mai voluto mettere in dubbio la tolleranza religiosa e culturale, solo abbiamo richiesto il semplice rispetto delle regole. Favorire una minoranza, chiudendo gli occhi per permettere l’insediamento di luoghi di culto, è un atto di razzismo nei confronti dei cittadini di ogni etnia o religione che fanno invece di tutto per essere dalla parte della Legge”.

“Il nostro Movimento si batte per la legalità - commenta Giorgio Bergesio, Segretario Provinciale Lega Nord - tirare in ballo il razzismo è solo una scusa per proteggere pochi a discapito della collettività. Con questa istanza frutto del lavoro della Sezione e dei militanti vogliamo dimostrare che la trasparenza è alla base di una società civile moderna, aperta: i sotterfugi no. Non è questione di dire no ad una moschea a prescindere, pretendiamo che in qualsiasi operazione del genere siano tutelati tutti i cittadini. La democrazia serve proprio a questo: che se ne parli in Consiglio Comunale con obiettività, che si organizzino incontri pubblici tematici, che si abbia il coraggio di fare modifiche al Piano Regolatore. Purché ci sia chiarezza. In questo caso, come in altre realtà anche della nostra provincia tipo Ceva, si vuole mascherare una moschea con un centro culturale: come si può pensare di riuscire ad integrare una comunità se si permette che vengano aggirati i regolamenti? Non abbasseremo la guardia su questa situazione, tutti i cuneesi di qualunque etnia e religione hanno diritto ad avere risposte precise”.

Insomma, per la Lega ci sono i presupposti per far saltare tutto e interrompere così l'iter. Sicuramente la questione non è chiusa qui e nei prossimi mesi si saprà se le formalità non ottemperate, secondo la Lega, saranno giudicate tali.

Files:
 Istanza di Annullamento in Autotutela Centro Islamico (40 kB)

bs

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