Avere cura di un animale domestico, non è facile. Gli animali da compagnia - i pet, come li chiamano gli inglesi - vanno amati ed accuditi, con un dispendio di tempo e denaro non da poco. In questi ultimi anni, sono sempre di più le persone che si circondano di un cane o di un gatto, ma anche di conigli, criceti e furetti. E l'attenzione verso questi amici particolari, si fa sempre più forte, così come la richiesta di poter contare su cure sanitarie adeguate e non troppo dispendiose.
Tasto dolente, quest'ultimo, che purtroppo a volte porta all'abbandono dell'animale per l'impossibilità di poterlo curare, onde evitare di mandare pericolosamente in rosso il bilancio familiare. Prendiamo, per esempio, i farmaci. I veterinari sono obbligati a fornire le ricette con pastiglie, fiale o punture, registrati per uso specificatamente animale, evitando la specialità umana, spesso identica, ma che costa molto meno. Il prezzo dei farmaci per gli amici a quattro zampe è in media tre/quattro volte superiore di quelli per l’uomo. Anzi, può arrivare a moltiplicarsi per dieci o venti e questo nonostante il principio attivo sia identico.
Come mai? Bisogna pensar male e puntare il dito sulle case farmaceutiche? Forse, ma la spiegazione è anche un'altra, come ci spiega Massimo Gula di Ceva, veterinario dell'Asl Cn 1: "I farmaci per gli animali sono in genere più cari di quelli per gli uomini, è vero. Però ci sono delle valide spiegazioni. Innanzi tutto la ricerca medica, che si focalizza di più sul genere umano che non quello animale. Inoltre il discorso della posologia del farmaco è fondamentale. Ci vuole poco per capire che una malattia, anche identica, deve essere curata in maniera diversa, a seconda del paziente. Il bambino ha bisogno di farmaci diversi, rispetto a quelli dell'adulto, e così un cane necessità di cure ancora diverse.
Non è possibile immaginare di curare un cavallo allo stesso modo di un gatto o di un uomo. Da qui nasce l'esigenza di famaci magari con lo stesso principio attivo ma diversi nella posologia. Una stessa molecola non è efficace allo stesso modo se prescritta ad un coniglio, che può pesare quattro etti, piuttosto che un cavallo, il cui peso può superare i 14 quintali. I mali sono gli stessi, ma per curarli, le dosi e le tempistiche devono per forza essere diversi".
Da tempo gli amanti degli animali, invocano una mutua anche per i pet e qualche politico ha inserito il provvedimento nel suo programma elettorale ma il già magro bilancio della sanità italiana, non permette - purtroppo - di allargare l'assistenza sanitaria anche agli animali. "Un aiuto - conclude il veterinario Massimo Gula - potrebbe arrivare dalle polizze assicurative. In passato c'era già stato un tentativo, poi naufragato. Forse oggi, che la sensibilità verso gli animali è notevolmente aumenTata e sono sempre di più le persone che posseggono un pet, forse il discorso potrebbe funzionare".





