Attualità - 01 aprile 2016, 15:09

Bisogna produrre cibo ed energia lavorando insieme

L’interessante convegno si è svolto all’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, con importanti relatori. L’assessore regionale Valmaggia: “Un ruolo essenziale per i nostri territori rurali e montani lo possono giocare le foreste”

Bisogna produrre cibo ed energia lavorando insieme

“Produrre cibo ed energia: insieme facciamo sinergia!”. Era il titolo dell’interessante convegno svoltosi venerdì 1º aprile all’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, in provincia di Cuneo, e organizzato dalla Federazione Italiana Produttori di Energia da Fonti Rinnovabili (Fiper) in collaborazione con il Consorzio Monviso Agroenergia e l’Ordine degli Ingegneri e degli Agronomi. Due i momenti proposti dall’iniziativa. Nella prima parte, moderata da Gennaro Sangiuliano, vicedirettore del Tg1, sono intervenuti: Walter Righini, presidente Fiper; Alberto Valmaggia e Giorgio Ferrero, assessori regionali all’Ambiente e all’Agricoltura; Sebastiano Serra, segreteria tecnica del ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare; Stefano Besseghini, presidente Ricerche Sistema Energetico-Rse; Roberto Formigoni, presidente Commissione Agricoltura al Senato; Dario Solavaggione, presidente Consorzio MonvisoAgroenergia. In tutte le relazioni è stata evidenziata l’importanza di lavorare insieme per produrre l’agroalimentare utilizzando energie sostenibili. Prevedendo il graduale passaggio dall’uso dei combustibili fossili alle fonti rinnovabili, così da limitare i cambiamenti climatici come si sono impegnati a fare i 150 Stati presenti alla Conferenza sul clima di Parigi dello scorso dicembre. “Il convegno - ha sottolineato Righini - è nato proprio dalla consapevolezza che sia possibile, anzi necessario, per il futuro dell’agricoltura e del settore forestale, indirizzare il dibattito tra le imprese agricole, forestali, i gestori di impianti e le istituzioni, verso una maggiore interazione tra la filiera agro-alimentare e quelle della bio-energia. L’obiettivo comune è di presidiare il territorio, che rappresenta una vera ricchezza, conservare la tradizione e innovare le aziende per essere competitivi nei mercati internazionali”.

L’assessore Ferrero ha sostenuto come il Piemonte sia un laboratorio per l’agricoltura sostenibile e la necessità di concentrare l’attenzione su quattro beni comuni fondamentali: suolo; acqua; energie rinnovabili e cibo. Il presidente Formigoni ha sottolineato che la bioenergia può dare interessanti prospettive all’agricoltura italiana dai punti di vista dello sviluppo e dell’occupazione.

L’assessore Valmaggia ha posto l’accento sulla stretta connessione tra foreste e cambiamenti climatici. “Il ruolo delle foreste nei confronti dei cambiamenti climatici - ha sottolineato - è di estrema attualità e importanza. Le risposte della Regione stanno andando nella direzione di integrarlo nelle proprie strategie di sviluppo economico in modo da conciliare gli obiettivi strategici e internazionali con quelli, più diretti e pressanti, di sviluppo economico e sociale dei nostri territori rurali, con una particolare attenzione per quelli montani”.

Dopo la proiezione del video “Quando l’energia si fa presidio territoriale” , è iniziata la seconda parte del convegno con la tavola rotonda moderata dal giornalista del Sole 24 Ore,  Maurizio Melis, e alla quale hanno partecipato ancora Besseghini, il docente dell’Università di Pollenzo, Maurizio Fino, il dirigente nazionale perl’Ambiente di Coldiretti, Francesco Ciancaleoni, e il produttore di biogas-Cascina La Bellotta, Luca Remmert. Le conclusioni dell’iniziativa sono state tratte dalla vicepresidente di Fiper e componente del Consiglio di Amministrazione di Monviso Solidale Agroenergia, Federica Galleano.

c.s.

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