“Oggi ho voluto essere vicino ai produttori che stanno pagando un prezzo altissimo per la crisi del latte. Immagini dure che descrivono la crisi del nostro modello di sviluppo, che ci spingono a riflettere sulla crescita globale delle diseguaglianze, sulla divaricazione tra ricchi e poveri, sui miliardi di persone che soffrono e muoiono per fame” lo scrive sulla propria pagina Facebook il sindaco di Saluzzo Mauro Caldeoni, a commento delle immagini che ritraggono 3.700 litri di latte - prodotti dall’imprenditore agricolo Carlo Godino, uno dei rappresentanti del movimento spontaneo “Noi siamo Voi” e sotto il cui tetto ci sono una manciata di centinaia di aziende piemontesi – gettati nella fossa dei liquami.
Scaduto e non rinnovato il contratto con l’azienda che sino a ieri (31 marzo) gli ritirava il latte, da oggi Carlo Godino non sa che farsene del prodotto munto dalle sue mucche, poco meno di 40 quintali quotidiani.
Difficile trovare un caseificio con il quale trattare se la forbice continua ad essere quella che c’è fra il prezzo pagato al litro (intorno ai 30/32 centesimi) dall’acquirente ed i costi sostenuti dall’agricoltore per produrlo (intorno ai 40/42 centesimi).
La protesta potrebbe continuare anche nei giorni a venire ed in caso di perdurare della posizione di stallo l’’imprenditore ha minacciato di portare le proprie mucche al macello.
Le immagine sono state attinte dalla pagina Facebook di Mauro Calderoni.






