Mercoledì 30 marzo il teatro Toselli di Cuneo ha ospitato la presentazione delle tre tappe del Giro d’Italia 2016 in programma nella provincia “Granda”: il 27 maggio, la Pinerolo-Risoul, con la scalata al Colle dell’Agnello, cima Coppi della “corsa rosa”; il 28 maggio, la partenza da Guillestre con il magico arrivo a Sant’Anna di Vinadio; il 29 maggio, la passerella conclusiva fino a Torino. Sono poi state illustrate le tante manifestazioni previste dal vulcanico Comitato organizzatore locale, presieduto da Mauro Bernardi, per festeggiare il passaggio della gara: dalla collaborazione con la Fausto Coppi ciclistica all’Illuminata che tornerà a riempire di luci e colori Cuneo; dalle “Notti Rosa” a Saluzzo, Vinadio e nel capoluogo della “Granda” ad altri appuntamenti sportivi e culturali. Certamente una presentazione in grande stile, impreziosita dalla presenza dei campioni Franco Balmamion, Italo Zilioli, Ivan Basso e Paolo Savoldelli, ma che, purtroppo, poco ha avuto da spartire con la straordinaria festa popolare, e perciò di tutti e non d’elite, rappresentata dal Giro d’Italia. Il Toselli, infatti, con i suoi 582 posti disponibili, non poteva ospitare le migliaia di richieste di tifosi e appassionati. A loro sono stati distribuiti appena sessanta biglietti di ingresso. Un po’ pochi e andati esauriti in cinque minuti.
C’è, però, anche da chiedersi, se, da prassi, una trentina sono andati ai giornalisti e un centinaio alle autorità, a chi sono finiti gli altri? E la pur apprezzabile iniziativa di poter seguire la serata in video collegamento nei vicini locali del settimanale “La Guida” (150 posti), non è bastata a soddisfare tutti gli appetiti. Con il Comitato organizzatore di Ferruccio Dardanello, Lorenzo Tealdi e Guido Campana, che il Giro d’Italia in provincia di Cuneo lo ha portato per 16 anni consecutivi (dal 1990 al 2005) e, poi, ancora nel 2007, le presentazioni delle tappe avvenivano nei Palazzetti dello Sport: luoghi adatti ad accogliere almeno duemila persone e sempre riempiti. Senza la necessità, come è avvenuto al Toselli, di possedere un invito per poter entrare. Parrebbe che il Comitato di Bernardi, tra l’altro composto anche da due personalità di spicco dell’Amministrazione comunale di Cuneo, come l’assessore Valter Fantino e il dirigente Bruno Giraudo, avesse proposto l’utilizzo del Palazzetto dello Sport di San Rocco Castagnaretta o, in alternativa, quelli di Boves o di Borgo San Dalmazzo: i primi due in grado di accontentare le tante richieste pervenute; l’altro, usando il parquet di gioco, dotato di una maggiore capienza rispetto al Toselli. Ma il suggerimento non ha trovato consensi nella Giunta del capoluogo che, attraverso una scelta “politica”, ha deciso di soffocare l’idea dell’organismo operativo. Peccato. Un’occasione persa di aprire ai cittadini le porte del “Palazzo”.
Ma, proprio partendo da quanto è successo, per Cuneo torna di attualità l’esigenza di avere una struttura da 1.500-2.000 posti che si collochi in mezzo alle disponibilità del Toselli e del Palasport di San Rocco (4.700 persone). Utilizzabile su vari fronti: dai concerti alle manifestazioni di vario genere, ai convegni di ampio respiro. Negli anni passati se n’è parlato molte volte, con l’idea di realizzare un auditorium adattabile, però, a diversi scopi. La prima ipotesi, presentata nel 2009 dal gruppo di progettazione torinese A.I. Engineering, in collaborazione con quello cuneese dell’architetto Gianni Arnaudo, ne prevedeva la costruzione su piazza Foro Boario, di cui, in quel momento, si stava discutendo il futuro. La seconda, illustrata, a inizio 2012, dal team costituito da Alessandro Mellano, Francesco Barrera, Luca Molineri, Matteo Gazzera e Riccardo Dandona, prospettava di realizzarlo all’interno del più esteso intervento della Casa delle Arti e dello Spettacolo, al Parco della Gioventù.
Ma entrambe le strade sono cadute nel vuoto. Lasciando Cuneo sprovvista di un locale che un capoluogo di provincia, se vuole esserlo compiutamente, deve avere a disposizione.





