Saluzzese - 02 aprile 2016, 08:02

Il Consiglio d’Amministrazione dell’Ospedale di Carità di Sanfront verso l’azzeramento: primo flop del sindaco Mairone

Tensione palpabile, denunce, il presidente che chiede la testa di due membri: così non si può certo andare avanti. Il primo cittadino taglierà soltanto i rami… secchi o sradicherà tutto l’albero?

L'Ospedale di Carità di Sanfront

L'Ospedale di Carità di Sanfront

Sembra avviato verso un ormai ineluttabile azzeramento il Consiglio d’Amministrazione dell’IPAB Ospedale di Carità di Sanfront rinnovato quasi in toto appena nell’estate del 2014. Un rinnovo che in paese in molti avevano definito “zoppo” sin dalla sua nascita per via delle (troppe) promesse di nomina elargite a piene mani in campagna elettorale da quello che poi sarebbe diventato il sindaco del paese: Emidio Meirone.

Ora i nodi stanno rapidamente giungendo al pettine ed imputare la guerra intestina (con esplicite richieste di dimissioni)  ad una brutta storia accaduta una notte qualche settimana addietro (con un’anziana fratturatasi un arto inferiore dopo una caduta dal letto e relative denunce) che sembra destinata ad approdare in un’aula di tribunale, sarebbe quantomeno riduttivo.

Nel CdA composto dal presidente Giancarlo Barra che Meirone, causando non pochi mal di pancia fra gli uomini di sua fiducia come Livio Delfiore, ha voluto confermare alla guida dell’Ente, e da quattro membri di nuova nomina – il vicepresidente Piergiorgio Lombardo, Livio Delfiore, Raimonda Boassi e Valentina Pairona – il grado di rottura pare a tutti essere giunto ad un punto di non ritorno.

Peccati di gioventù e di inesperienza, forse, quelli compiuti dal sindaco Mairone, che oggi rischia il primo, colossale fallimento dei suoi due anni da primo cittadino per aver dimenticato che se si promette poi bisogna mantener fede alle promesse fatte. Di certo, stando così le cose ed i rapporti interni al CdA (con il presidente “contro” due consiglieri), l’Ospedale di Carità – ente sano da far invidia ad altre strutture simili – non può più andare avanti a lungo.

Resta da vedere se Mairone avrà il  “pelo” per tagliare soltanto i rami… secchi oppure preferirà - scontentando tutti e nessuno – sradicare l’intera pianta. In paese i suoi avversari dicono di non avere dubbi: “Non è il tipo, sceglierà la soluzione più comoda ed indolore: azzererà l’intero Consiglio e ne nominerà uno nuovo”. Vedremo.

R.G.

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