Gentile direttore,
Le scrivo in merito all'articolo "Diciamoci la verità, almeno fra di noi".
Leggendo questo articolo mi era sorto il dubbio di non aver mai capito niente quando durante le lezioni di educazione civica e di diritto ricevute a scuola mi dicevano che votare era un onere e quindi in quanto tale oltre a essere un diritto è anche un dovere.
Al che mi sono andato a rileggere il citato articolo 75 della Costituzione e non sono proprio riuscito a trovare la parte in cui tale articolo prevedere espressamente l'astensione come facoltà legittima.
Poi sono andato a rileggermi le dichiarazioni di questi ultimi giorni di Paolo Grossi, Presidente della Corte Costituzionale, che dichiara: “Al referendum si deve votare, nel modo in cui ogni cittadino crede di votare, ma si deve partecipare al voto. Partecipare al voto significa significa essere pienamente cittadini; la partecipazione al voto fa parte della carta di identità di ogni cittadino.”
Nel momento in cui il Presidente del Consiglio si insedia giura di essere fedele alla Repubblica, di osservare lealmente la Costituzione e le Leggi e di esercitare le funzioni nell'interesse esclusivo della Nazione. Penso che nel proprio intimo ognuno che sceglie la vita politica dovrebbe fare tale giuramento per cui coloro che vengono meno a ciò che hanno giurato dovrebbero dimettersi e tornare alla vita di cittadini: mi è stato insegnato che la parola è lo specchio della dignità di una persona, il maggior tesoro che uno ha, ma anche il più delicato, e come tale andrebbe protetto, in quanto una volta tradita e persa non torna più.
Se il buon esempio non viene dato da coloro che sono stati scelti di rappresentarci non sarà mai possibile fare funzionare le cose nel verso giusto.
Purtroppo, e perciò che tristezza, penso anche che ciò sia un'utopia e che non avverrà mai.
Mi scusi per lo sfogo ma vedere il campionato mondiale di arrampicata sugli specchi è troppo.
Lettera firmata





