Attualità - 24 aprile 2016, 09:15

Piero Sassone e i suoi Expò: dalla Corea a Milano, in corsa per il Kazakistan e Dubai

Nella conviviale Rotary, l’imprenditore saluzzese ha raccontato la sua carriera e il suo ruolo di presidente dell'Italian Culinary Institute for foreigners. Nel club di Saluzzo, l’ingresso del pittore Franco Giletta

Saluzzo, conviviale Rotary, Piero Sassone, il presidente del club Paolo Francese, Fabrizio Palma, Franco Giletta

Saluzzo, conviviale Rotary, Piero Sassone, il presidente del club Paolo Francese, Fabrizio Palma, Franco Giletta

Piero Sassone, imprenditore saluzzese nell’ambito della ristorazione, e la sua carriera sviluppata a tutto campo tra gli Expo del mondo, passati e futuri. La dimensione internazionale con l’effervescenza del suo business, che spazia dalla Turchia al Kazakistan, agli Stato Uniti, al Medio Oriente, pensata a Saluzzo, dove mantiene salde le radici  e “dove fa le su battaglie” l’ha presentata lui stesso, nella conviviale Rotary all’Interno2, con il dietro le quinte del lavoro, vicissitudini, successi, delusioni, insieme al coraggio di fare “e a volte di esagerare come tutti mi conoscete” .

Il progetto che porta avanti, legato al rilancio dell’enogastronomia italiana, con la promozione e tutela del food made in Italy, vede nell’ Icif (Italian Culinary Institute for foreigners) di cui è presidente e proprietario, lo strumento numero uno. L’istituto ha sede prestigiosa nel castello di Costigliole d’Asti, ma anche in Cina, a Shangai e in Brasile, oltre ad una rete di 32 uffici di rappresentanza e collaborazioni con “stelle” internazionali della ristorazione e del settore ricettivo.

Si occupa della formazione del management di grandi alberghi stranieri, prepara chef che opereranno nel mondo e offre una formazione completa sulla cucina italiana.

La partecipazione di Sassone all' Expo di Milano, dopo l’iter di preparazione e  “allenamento” in Corea nel  2012, lo ha messo sulle pagine dei giornali per aver denunciato l’anomalo affidamento del servizio di ristorazione a Eataly, dopo che il suo gruppo aveva perso la gara di aggiudicazione del padiglione Italia (il più bel progetto della mia vita ). "Un trauma, la nostra esclusione" ha commentato, quantificando la mole di lavoro dietro alle spalle.

Ma, come nel suo stile, non si è lasciato scoraggiare. Dopo aver partecipato ad altri bandi, come la presentazione del concept dell’Oman, l’imprenditore nato a Viggianello in Basilicata, si è  aggiudicato nell’Expo milanese, 5 aree Food and Beverage di altrettanti paesi: Angola, Bahrein, Argentina, Messico e Israele.

I numeri, afferma, gli hanno dato ragione: un fatturato di 33 milioni di euro, 10 mila pasti al giorno, 3.5 milioni di clienti serviti, parlando di coperti, 20 tonnellate di gelato per ogni paese, 50 chilometri di scontrini, 230 giovani a lavorare di cui molti cuneesi e tra questi Fabrizio Palma, l’uomo di fiducia di Piero Sassone.

Inoltre, l’imprenditore titolare del Ristorante pizzeria “Le 4 stagioni” a Saluzzo, che ha abbandonato il cimento politico per l’impresa, ha siglato accordi con 12 paesi, per la fornitura di  servizi. “La battaglia con  Expo l’ho vinta sulla logistica e  capacità di approvvigionamento: avevo camion e magazzini privati all’interno”.

Sempre con l’organizzazione dell’Esposizione universale, di cui ha spiegato alcuni meccanismi di partecipazione, ci stati altri momenti di tensione. Sulla questione dei main sponsors ad esempio, all’interno di Expo. “Siccome non avevo abbastanza grane, ho deciso di portare i miei partner nelle mie aree, quindi anche  l’acqua Eva, (8 motrici ) che, per il nostro orgoglio saluzzese, oltre alla San Pellegrino main sponsor  dell’evento internazionale, è stata l’unica del salone ".

"Siamo già operativi per l’Expo 2017 – ha annunciato, che è programma ad Astana in Kazakistan (ancora in gara per il padiglione Italia) e proiettati verso la prossima Esposizione Universale a Dubai, nel 2020.

Nel club Rotary Saluzzo, nella stessa conviviale ha fatto il suo ingresso Franco Giletta, saluzzese, artista di fama internazionale, uomo dall’ interessante curriculum, laureato in legge ed iscritto all’albo degli avvocati e pittori professionisti. Per rimanere in area Expo 2015, Giletta ha esposto la sua opera “Goccia Divina»  nella mostra curata da Sgarbi «Il Tesoro d’Italia» nel padiglione di Eataly, in cui l’artista con studio nella torre rotonda del castello di Envie,  si è ispirato al profilo del Monviso, trasformandolo in un volto di donna.

Negli anni universitari a Roma ha avuto modo di frequentare l’ambiente artistico dell’Anacronismo e della Pittura Colta. Ritrattista, ha spiegato nella presentazione il "padrino" di club Enrico Sabena, è stato allievo di Mario Donizetti a Bergamo.

Dal 1995 ha iniziato un’intensa attività espositiva in Italia e all’estero ed è stato, sempre in quell’anno unico italiano dell’anno, dalla “Royal Society of Portrait Painters” di Londra all’esposizione annuale dei ritrattisti.  

Attivo nell’arte sacra, nel 2004, su interessamento della galleria Il Polittico di Roma, una sua pala d’altare raffigurante “S. Antonio Maria Claret” è stata collocata in permanenza nella Chiesa di Santa Lucia del Gonfalone a Roma. Nel 2011 è stato invitato ad esporre da Vittorio Sgarbi al Padiglione Regionale della 54° Biennale di Venezia.

Sue opere si trovano in collezioni private in Italia e all'estero tra cui il Museo Stauros e la collezione Bulgari. Nel 2013 ha realizzato il doppio ritratto di Lucia Bosè e Magaly Solier utilizzato per il manifesto del film "Alfonsina y el mar".

Vilma Brignone

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