Attualità - 02 maggio 2016, 14:22

Sofferenza delle imprese artigiane: in Piemonte perse oltre 1000 attività

Cuneo e Asti le due province con i dati più negativi

Immagine di repertorio

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Anche nel periodo gennaio-marzo 2016 il comparto artigiano piemontese ha manifestato criticità superiori rispetto a quanto evidenziato dal tessuto imprenditoriale regionale nel complesso.

Dall’analisi dei dati del Registro imprese delle Camere di commercio piemontesi emerge, infatti, come nel primo trimestre dell’anno, a fronte di un tasso di crescita negativo del -0,48% per le imprese piemontesi complessivamente considerate, il comparto artigiano, in linea con quanto avvenuto a livello nazionale, abbia subìto una flessione più consistente della propria base imprenditoriale (-0,90%).

Va ricordato, tuttavia, come il primo trimestre dell’anno sia tradizionalmente caratterizzato da un bilancio negativo tra iscrizioni e cessazioni d’imprese, poiché queste ultime si concentrano sul finire dell’anno precedente e vengono contabilizzate negli archivi camerali nelle prime settimane dell’anno successivo.

Nel corso dei primi tre mesi del 2016, sul territorio piemontese sono nate complessivamente 2.902 imprese artigiane. Al netto delle 4.020 cessazioni (valutate al netto delle cancellazioni d’ufficio), il saldo appare ancora una volta negativo (-1.118 unità), dinamica che porta a 122.778 lo stock di imprese artigiane complessivamente registrate a fine marzo 2016 presso il Registro imprese delle Camere di commercio piemontesi.

Il bilancio tra nuove iscrizioni e cessazioni si traduce, come evidenziato sopra, in un tasso di crescita del -0,90%, risultato leggermente migliore rispetto a quello registrato negli analoghi trimestri del 2015 (-1,11%) e del 2014 (1,37%) e sostanzialmente in linea con la media nazionale del I trimestre 2016 (-0,92%).  

“Guardando i dati del Registro imprese dobbiamo purtroppo constatare che il tessuto artigiano della nostra regione non ha ancora superato le difficoltà degli ultimi anni - dichiara Ferruccio Dardanello, Presidente di Unioncamere Piemonte -. Si tratta di imprese di piccole dimensioni e poco strutturate, meno attrezzate in termini di innovazione e di apertura sui mercati esteri, ma che hanno una freccia importante al loro arco: la qualità e l’eccellenza delle loro produzioni, espressioni di quel ‘Made in Piemonte’ che non ha nulla da invidiare ai prodotti del resto del mondo. Il compito delle Camere di commercio e degli attori economici è quello di continuare a valorizzare queste eccellenze, attraverso interventi mirati a favore della piccola e media impresa artigiana, con l’obiettivo di favorire l’occupazione e la nascita di nuove attività, soprattutto giovanili. Va in questa direzione, ad esempio, il nuovo progetto ‘Crescere imprenditori’ a sostegno dell’autoimpiego e dell’autoimprenditorialità dei giovani, che il Sistema camerale promuove su tutto il territorio nazionale attraverso attività di formazione e accompagnamento all'avvio d'impresa, nell'ambito del Programma Garanzia Giovani del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali”.  

Analizzando il tessuto imprenditoriale artigiano in base alla natura giuridica delle imprese che lo costituiscono, emerge come poco meno dell’80% delle realtà sia formata da ditte individuali; il 16,8% risulta composto da società di persone, mentre solo il 4,0% ha assunto la forma della società di capitale. In termini di dinamica, si evidenzia, una crescita solo per le forme più strutturate (società di capitale), che hanno mostrato, nei primi tre mesi del 2016, una tasso di crescita positivo (+1,26%).

Le ditte individuali e le società di persone hanno subìto ancora delle flessioni, rispettivamente pari a -0,97% e -1,05%. Ancor più negativo è apparso il risultato per le altre forme, che hanno registrato un tasso di crescita pari al -1,28%. A livello settoriale, il primo comparto per numerosità di aziende artigiane risulta quello edile, con il 42,6% delle imprese artigiane piemontesi.

Questo settore, così rilevante per l’artigianato regionale, registra anche nel I trimestre 2016 un dato negativo (-1,35%). L’industria in senso stretto, con il 22,2% delle imprese artigiane della regione, evidenzia un tasso di variazione % trimestrale dello stock pari al -0,99%, seguita dal turismo (-0,46%).

Anche gli altri servizi mostrano, nei primi te mesi del 2016, una contrazione della propria base imprenditoriale artigiana (-0,35%). Meno negativi i risultati del commercio (-0,31%) e dell’agricoltura (-0,13%). A livello provinciale, le criticità maggiori vengono riscontrate in alcune realtà del Piemonte meridionale: Cuneo, che registra un tasso di crescita negativo pari al -1,24%, e Asti, con una flessione del -1,22%. Contrazioni più intense della media regionale appartengono anche a Vercelli (-1,12%) e Alessandria (-0,96%). Cali meno pesanti caratterizzano, invece, gli altri territori. Biella registra un tasso del -0,82%, sostanzialmente analogo a quello evidenziato dal novarese (-0,80%). Il capoluogo regionale, che ospita oltre la metà delle imprese artigiane piemontesi, manifesta un tasso del -0,79%. Il dato meno negativo appartiene al Verbano Cusio Ossola (-0,48%).  

cs

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