Alle 21 di giovedì 19 maggio, a Paesana, presso la sala consiliare dell'Unione Montana dei Comuni del Monviso, verrà illustrato agli operatori turistici lo stato di avanzamento del progetto turistico Move presentato ad ottobre da Paolo Verri, ed in particolare il portale turistico www.visitmove.it, i social ad esso collegati e tutte le azioni promozionali intraprese. Sarà inoltre presentato il Festival Occitamo 2016, Festival musicale del saluzzese e delle Valli occitane la cui promozione partirà a breve. All'incontro saranno presenti il sindaco di Saluzzo Mauro Calderoni ed il presidente dell'Unione Montana dei Comuni del Monviso Mario Anselmo.
Il progetto muove dalla consapevolezza che “fare rete” è ormai indispensabile per emergere in un ambito che non sia soltanto locale e per riuscire a diventare competitivi sul mercato e nell’ambito del reperimento di fondi europei dedicati al settore. Grazie alla consulenza di esperti del settore (Paolo Verri, appunto, e l’Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo), si sta procedendo alla realizzazione di un prodotto turistico che non inventa nulla di nuovo, ma che valorizza quanto già esistente: la tradizione enogastronomica, la natura, in termini di turismo green e cicloturismo, il patrimonio artistico-culturale e il tessuto d’impresa.
Un primo risultato del lavoro condotto come rete “terre del Monviso e Valli Occitane” è un significativo finanziamento per sviluppare il cicloturismo, ottenuto attraverso il progetto Alcotra denominato “Velò/Visò”, che intende promuovere un circuito ad anello sulle cime epiche della Corsa rosa e del Tour de France, come i Colli dell’Agnello, della Maddalena, dell’Izoard e il Galibier. Il progetto Alcotra coinvolge il versante italiano e numerosi enti della vicina Francia, come il QUeyras, l’Embrunais e l’Ubaye.
Il Monviso, le sue cinque valli (Grana. Maira, Po, Stura, Varaita) e la piana saluzzese in cui svetta per patrimonio storico e attivismo la città di Saluzzo sono un contesto naturale e culturale unico, al momento riconosciuto da nicchie di appassionati ma non ancora diventato meta prioritaria di uno dei target più interessanti tra i trend turistici attuali: il turista che ama la natura incontaminata, desideroso di essere messo in contatto con tradizioni e luoghi che trasmettono valori antichi e insieme nuovi. Ma il territorio di cui parliamo non ha solo questo da offrire. Ha un patrimonio culturale straordinario, fatto di elementi materiali e immateriali ancora poco sfruttati, giacimenti che meritano di essere messi a sistema e di essere offerti come un tutt’uno.
Inoltre gli stessi territori hanno altri due atouts da mettere a sistema: una produzione agroalimentare di straordinaria qualità che è base di una buona offerta enogastronomica e un sistema di piccole e medie imprese molto vivace, in grado di essere presente su molti mercati internazionali, di intercettare clienti facili da far transitare.
A fronte di queste quattro grandi ricchezze (natura, cultura, enogastronomia, impresa) tuttavia il tessuto locale non risulta ancora pronto a sviluppare progettualità complesse. Imprese turistiche, commercio orientato ai servizi dell’accoglienza, comunicazione integrata non sono ancora abbastanza pronte e non costituiscono a tutt’oggi un prodotto appetibile. Gli orari di apertura degli spazi culturali, il coinvolgimento del territorio a partire dalle scuole e dalle stesse imprese pare avere altre priorità. Si tratta quindi non solo di costruire un prodotto integrato ma di creare un clima, fatto di azioni di sistema (quali ad esempio la realizzazione di un portale internet unico per tutte le valli, l’organizzazione di una serie di eventi collettivi, la comunicazione integrata di tutta l’offerta attraverso l’apertura e la gestione pubblico-privata di cinque porte di valle) collegate ad una serie di azioni di singoli privati che si mettono a disposizione e fungono da traino e da esempio per il resto delle imprese.
Nell’arco di un primo anno di lavoro si intende costituire un gruppo di lavoro permanente fatto di rappresentanti delle cinque valli e dell’area del Saluzzese con cui sviluppare attività condivise, definire priorità, svolgere azioni di promozione, progettazione e monitoraggio; fare di Saluzzo e delle valli del Monviso un territorio consapevole di nuovi modi di produrre cultura e turismo a partire da un movimento collettivo fatto da istituzioni pubbliche e private, associazioni di categoria, associazioni culturali, operatori del mondo del turismo, singoli cittadini; rafforzare la collaborazione istituzionale e mettere a sistema la disponibilità del settore pubblico associandolo ad iniziative del mondo privato e raccordare le iniziative esistenti facendo in modo che non ci sia dispersione di competenze e di risorse ma piuttosto un bouquet di offerta completa ripartita in stagioni, mensilità, settimana, facilmente comprensibile sia al pubblico che agli operatori.
Più ampi, ovviamente, gli obiettivi dei primi tre anni, durante i quali si intende far crescere del 20% la destinazione turistica nel suo complesso; fare del progetto Move una case history nota a livello regionale e nazionale; attrarre risorse private di sponsor pari almeno al 20% dell’investimento totale ed attrarre investimenti pubblici in grado di qualificare gli spazi montani e urbani in modo da accrescere la bellezza dei territori e la loro qualità di design.
Mentre nell’arco di cinque anni si dovrà fare di Saluzzo e delle valli del Monviso la terza destinazione turistica più importante del Piemonte dopo l’area metropolitana di Torino e l’area delle Montagne olimpiche, al pari almeno con l’area della Langa e fare del progetto una case history nota a livello europeo.




