Egregio direttore,
il Giro d’Italia - con i suoi messaggi di azione collettiva, di generosità, di lealtà tra atleti e di simbiosi col pubblico - è passato. Purtroppo, non altrettanto si può dire dell’atteggiamento gregario che caratterizza alcuni solitari della politica cuneese. Corridori senza seguito né forze che, per restare in sella, possono solo sfruttare il traino delle varie squadre.
L’immagine sportiva ben rappresenta la situazione del Partito Democratico cuneese e di alcuni suoi “ex”. Abili a tirare gomitate nel gruppo per farsi largo, sono incapaci - come spesso dimostrato - di organizzare il gioco di quadra e di stare davanti a “prendere il vento”. Ad animarli non c’è un obiettivo a lungo termine. Zigzagando, confidano nella confusione della volata per riuscire a strappare, senza particolari meriti, un piazzamento di tappa o anche solo una foto pubblicata (meglio se in posa plastica). Il treno li vede così perennemente in coda: non c’è da stupirsi, allora, che guardino solo indietro e mai avanti. Possono solo ripercorrere la strada già fatta, mentre nulla sanno dire su quella che verrà.
Il partito, è impegnato in una iniziativa politica “di gruppo” inedita in città: una azione da lontano, trasparente nella conduzione di gara e aperta alla condivisione di tutti coloro, capitani e non, che siano intenzionati con noi a mettere insieme le energie migliori e condividerne il traguardo futuro. Un progetto che coinvolge a trecentosessanta gradi, con serietà e non con proclami, sia le forze politiche già rappresentate, sia quelle nascenti, sia i soggetti sociali che i singoli cittadini.
Evidentemente, il cambio di pendenza e di passo dà fastidio ai nostri interessati commentatori, rimasti spiazzati nei loro percorsi personali e chiusi nel rancore e nel narcisismo.
Al loro fiato corto rispondiamo: la salita è appena all’inizio, noi la percorreremo compatti.
Grazie,
il Partito Democratico di Cuneo





