Choconews - 14 giugno 2016, 14:22

179 anni fa moriva Giacomo Leopardi il poeta con la passione per il... cioccolato

Una dolce rimembranza per Choconews

179 anni fa moriva Giacomo Leopardi il poeta con la passione per il... cioccolato

“Leopardi morì con moltissima grazia, e in tono minore, come in tono minore aveva vissuto quasi tutta la sua vita” comincia così una stupenda pagina di Pietro Citati che, riferendosi all’ultimo giorno del poeta, il 14 giugno 1837, scrive “verso le dieci, Leopardi bevve la sua cioccolata con gran gusto, perché amava moltissimo quella bevanda”. Le ultime parole, rivolte all’amico Antonio Ranieri, furono “Addio, Totonno, non vedo più la luce”.

Scriveva il poeta alla sorella Paolina, nel 1828, che a Pisa amava passeggiare per una stradina “deliziosa”, da lui soprannominata delle Rimembranze perché vi sognava ad occhi aperti, dopo una colazione con caffè e cioccolata, che faceva alle 8, presso la pensione dove abitava. La pasticceria “Il Picchio” di Loreto, distante da Recanati pochi chilometri, ha addirittura creato sei cioccolatini dedicati al “giovane favoloso” che sono ispirati ad una frase del poeta “L’immaginazione è la prima fonte della felicità umana” e sono stati elaborati con i consigli di Casa Leopardi.

Le sei delizie sono:
“Baciami Giacomo” (cremino alla nocciola); “Tenero Giacomo” (fondente e nocciola); “A Silvia”, con l’immagine della fanciulla sulla pralina (pistacchio e amarena); “Zibaldone” (alle 4 spezie); “Piccante Giacomo” per rievocare il viaggio a Roma (allo zenzero); “Piacere Infinito” legato al ricordo di Napoli, (cremino al caffè).
Leopardi: un genio immenso.
La cioccolata: una poesia infinita.
La Bottega Mondo Solidale di Recanati organizza eventi in ricordo di questo legame stretto tra poesia e cioccolato, in piazza Giacomo Leopardi.
La kermesse più dolce dell’anno, Ciocc’altro, si svolge in genere a novembre, e regala “piacevoli sensazioni di giustizia”, perché invita a sostenere la produzione di cioccolato senza sfruttamento di esseri umani, come i bambini schiavi delle piantagioni di cacao.
Sarebbe piaciuta al poeta che ci ha consegnato nella “Ginestra” il suo testamento spirituale, un chiaro invito alla solidarietà, alla fratellanza tra gli uomini.


                                    Cristiana Lo Nigro

Cristiana Lo Nigro

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