Integrazione, solidarietà, accoglienza, ascolto e confronto tra le più lontane culture, sono questi gli ingredienti che fanno scuola nelle classi del CPIA di Cuneo, sotto la direzione della DS Patrizia Venditti.
Una sfida educativa, un vero privilegio, capace di riservare ai docenti molteplici spunti di crescita umana e professionale. E lo scorso venerdì 10 giugno, presso l’aula magna della sede scolastica, una rappresentazione teatrale ha saputo sigillare, come un felice corollario, le emozioni vissute lungo i precedenti mesi di lavoro scolastico. Una iniziativa curata dal prof. Salvatore Ficano che ha coinvolto con sé in scena, oltre la collega Damiana Dalmasso e la sig.ra Rosaria Mazzetto, alcune allieve: le sigg. Kone Fatoumata, Bissala Habsou, Yabre Felicitè, Traore Alimata, Tidjane Rayane.
Una narrazione scenica centrata sull’affermazione che gli Italiani, nella loro storia, hanno in primo luogo ed in un passato assai recente, vissuto l’esperienza della migrazione in terre straniere e sovente poco ospitali. Una storia, dunque, condivisa quella della migrazione. Ne è venuta fuori una piece teatrale in cui non son mancati momenti di una certa intensità, specie in apertura, con la lettura di una riflessione sul senso di estraneità, dalla terra madre e dalla terra di ospitante, sperimentato dai migranti e di cui è autore il sig. Charles Gomis, l’allievo deceduto durante il corso dell’anno per complicanze dopo un intervento chirurgico. In scena, dunque, la riflessione sull’esperienza della migrazione, con il carico di sacrificio, di incertezza sul futuro, di sofferenza che spesso comporta. Un’esperienza bruciante, comune ai tanti disperati che muovono dalle loro terre alla ricerca di una migliore speranza di vita. Un tema quanto mai attuale, che continua ad interpellare la Comunità europea e che rimane ancora senza adeguate risposte.








