Attualità - 22 giugno 2016, 15:11

Un tour ai Giardini Fresia di Cuneo tra buche, giochi rotti e bivacchi

I genitori che hanno scritto una lettera al Comune e alla Prefettura, non mollano: "Chiediamo un incontro, direttamente al parco, con l'assessore competente"

Un tour ai Giardini Fresia di Cuneo tra buche, giochi rotti e bivacchi

Giardini Dino Fresia di Cuneo, da parco pubblico a percorso ad ostacoli?

Sembrerebbe di sì, almeno a sentire quanto dicono i genitori che portano lì i loro bambini a giocare, approfittando di queste belle giornate di sole. Considerazioni e lamentele che mamma e papà, stufi di “parlare al vento” con semplici segnalazioni telefoniche in Comune e alla Polizia Municipale, hanno deciso di mettere nero su bianco su una lunga e dettagliata lettera, con tanto di foto, consegnata in Prefettura e Municipio, dove il documento è stato protocollato qualche giorno fa.

Noi, pero' abbiamo voluto verificare quali sono questi ostacoli – o peggio pericoli – che segnalano i genitori, con una bella passeggiata sul campo. O per meglio dire nel giardino. Nell’insieme l’area è ben tenuta e sempre molto “vivace”, tra bambini urlanti che giocano, mamme attente che chiacchierano, giovani che leggono e persone un po’ più anziane che si godono il fresco.

Oltre al grande “Albero della morte” – che speriamo non abbia semi così pericolosi come si legge su internet, visto che si trova nel bel mezzo di un’area pubblica molto frequentata – quello che balza agli occhi è un gioco, un percorso fatto di scale, corde e passerelle, che è fasciato da una rete arancione che dovrebbe impedire l’accesso ai bambini. Il condizionale però è d’obbligo, visto che la rete colorata è scesa completamente verso il basso e quindi il gioco può essere utilizzato da chiunque lo voglia fare. Non ci sono neppure cartelli di pericolo o di divieto.

Questo gioco è stato recintato perché i genitori ne avevano segnalato la pericolosità visto che lungo la scala d’accesso alla torretta manca uno scalino. Che adesso, a distanza di poco più di un mese, sono diventati due. Proseguiamo il nostro “tour al Fresia” ed incontriamo un altro bel giochino, con scaletta e scivolo, tra i preferiti dai più piccoli. Peccato però che il suo appoggio sul terreno non sia così fermo e appena lo si tocca si mette a traballare.

Insomma non sembra proprio il massimo per la sicurezza. Pazienza andiamo oltre. Pochi passi e, con la distrazione classica di chi ha il naso per aria ed è intento a giocare, ci si può inciampare sul “rivestimento rosso” fatto apposta per attutire eventuali capitomboli dei più piccoli. Peccato però che a delimitare questa area, vi sia un cordolo bianco bello duro che sporge. E non solo: a volte si interrompe lasciando un bel buco dove i piedini si possono incastrare facilmente. E magari rompere.

Ma non è finita qui!. Più in là, proprio vicino al cordolo bianco vi sono dei massi che tutto sono tranne che un soffice approdo per testoline e gambe indaffarate nella corsa. Vi è poi una vasta area recintata con delle transenne, dove è impossibile entrare ma poco distante ecco una sorpresa. Al riparo tra arbusti e vegetazione, vi e' una bella area verde pianeggiante, un piccolo praticello nascosto e protetto, dove sono stati posizionati dei cartoni aperti, quasi fosse un materasso di fortuna.

L'area intorno e' pulita e di giorno non c'e nessuno ma chissà, forse questa parte dei giardini Fresia, di notte si trasforma in un comodo giaciglio per qualcuno. In effetti esiste un"problema sicurezza al Fresia" e forse non sara' l'unico parco a destare qualche preoccupazione a genitori attenti alla sicurezza dei propri figli. Naturalmente se volete segnalare criticità o pregi dei parchi pubblici, potete contattarci.

La "scampagnata al Fresia" si conclude con un appello responsabile ed aperto da chi chiede più sicurezza al parco, al fine di trovare una soluzione: "Noi tutti - spiega il portavoce dei genitori, Gianmario Librizzi - Siamo disponibili ad incontrare l'assessore competente direttamente nel parco, proprio come una buona comunitá dovrebbe fare per trovare una soluzione, non solo segnalando i disagi, ma adoperandoci tutti insieme con spirito di cittadinanza e di amministrazione responsabile".

NaMur

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