Continua a portarsi dietro gli strascichi politici la discussione, iniziata l’altra sera in Consiglio comunale a Saluzzo, sulle nuove linee guida per gli interventi di restauro e recupero del centro storico. Dopo l’abbandono della sala consigliare da parte di mezza opposizione, la nota stampa della minoranza e lo scambio di “idee” su Facebook tra il sindaco Mauro Calderoni ed il consigliere Domenico Andreis, sulla querelle ora torna anche Dario Miretti, che l’altra sera è rimasto in aula a presenziare ai lavori del Consiglio ed ha espresso voto contrario (insieme con Danilo Rinaudo) sul punto all’ordine del giorno.
“Ribadisco come secondo me la maggioranza doveva accogliere le istanze del consigliere Stefano Quaglia (che ha tutto il mio sostegno) – ha dichiarato Miretti – con le quali mi trovo in perfetta sintonia e accordo. Mi è dispiaciuto, questo sì, che i consiglieri Quaglia, Andreis e Contin se ne siano andati, non riesco a capire il perché dell’abbandono dopo una discussione di oltre un’ora. Seppur io sia distaccato dal restante gruppo di minoranza (e forse ho ragione ad esserlo), sui problemi seri della città io ci sono sempre stato. Mi dissocio invece, ad esempio, dalle tante interrogazioni che vengono presentate in Consiglio, sul quale passiamo molto tempo a discutere, e che alle volte sono basate su argomenti che magari non ne valgono la pena”.
Poi, una “stoccata” ai suoi colleghi di opposizione: “questa volta – aggiunge – non sono stato io a scappare, ma qualcun’alto. Non sono io a dividere. Io ho votato convintamente contro questa maggioranza e mi fa piacere che Rinaudo sia rimasto in aula e abbia votato contro con me. Il voto contrario non è stato un voto in merito al punto all’ordine del giorno, ma un voto politico contro la maggioranza che non si è aperta ad una discussione e contro la sua testardaggine. Doveva fare un bagno d’umiltà, ridiscutere l’argomento in commissione, e poi riportarlo in Consiglio, dove avrei convintamente votato a favore”.




