Dici estate e pensi al mare, ai monti, al sano divertimento. Molti bambini vanno in vacanza con la famiglia in località balneari per migliorare le condizioni dell’apparato respiratorio: il soggiorno marino è sempre stato consigliato ai bambini che si ammalano spesso oppure soffrono di adenoidi. Gli effetti del sole sono importanti per trasformare la vitamina D nella sua forma più attiva in modo che possa svolgere meglio la sua attività sullo scheletro e su altri sistemi dell’organismo, primo fra tutti il sistema immunitario; può essere utile anche l’aerosol naturale di acqua marina che si respira in spiaggia.
I bambini, inoltre, possono trarre beneficio sia da attività come il nuoto, che richiede l’impegno simmetrico di tutta la muscolatura e coinvolge anche il ritmo della respirazione, sia da tutte le altre possibili attività da spiaggia: queste ultime, addirittura, sarebbero più importanti del nuoto perché favoriscono la socializzazione del bambino con i coetanei in giochi atletici di gruppo oppure nella costruzione di castelli di sabbia.
Nella frequentazione della spiaggia bisogna ricordare alcune precauzioni che possono favorire la serenità di tutti. Intanto la scelta dell’orario: le ore migliori sono quelle della mattina presto o della tarda serata (fino alle 11 e dalle 16 in poi) in modo da sfruttare la filtrazione solare naturale offerta dall’atmosfera. La pelle del bambino va anche protetta dai raggi solari diretti: più il bambino è piccolo e più la sua pelle è sottile e delicata e necessita di attenzioni. Ottimi ombrellone, canottiera e cappellino soprattutto per i neonati, ma bisogna applicare anche una protezione solare rappresentata da creme con filtri fisici (zinco, titanio) a più alto fattore possibile: il fattore di protezione consigliato è il 50+ e bisogna rinnovare l’applicazione con una certa frequenza, soprattutto se il bambino si bagna.
Le creme di protezione migliori sono quelle che lasciano la pelle biancastra e bisogna saggiare la sensibilità individuale applicandone inizialmente una piccola quantità; meglio evitare gli olii che hanno un effetto lente e favoriscono le ustioni. La protezione solare va applicata anche in montagna. Non è necessario che il bambino faccia per forza il bagno, se non vuole: la presa di confidenza con l’acqua ha i suoi tempi. L’acqua salata, inoltre, favorisce il galleggiamento con una maggiore sensazione di instabilità che può spaventare. Naturalmente bisogna ricordare che il caldo favorisce la perdita d’acqua e bisognerà proporre frequentemente da bere acqua non fredda, oppure spremute o succhi di frutta. Per quanto riguarda i cibi vanno benissimo i carboidrati (pane e pasta), mentre è meglio limitare i grassi.
Per ridurre al minimo il rischio di incidenti al mare o in piscina è fondamentale: non perdere mai di vista i bambini quando sono in acqua, specialmente se non hanno ancora una buona acquaticità; monitorare le correnti e la profondità dell’acqua; far bagnare i piccoli gradualmente, in particolar modo nel caso di acqua fredda e attendere un paio d’ore prima di fare il bagno. Anche quest’anno le vacanze dovrebbero rappresentare un periodo di riposo e di spensieratezza da trascorrere con i propri figli: una buona osservanza di queste brevi avvertenze, confermate dal dottore braidese Paolo Allemandi, contribuirà al relax di tutti.





