Al Direttore - 16 luglio 2016, 13:07

Erasmus, ecco cosa ne pensa un ex allievo del liceo Bodoni di Saluzzo

Riceviamo e pubblichiamo

Erasmus, ecco cosa ne pensa un ex allievo del liceo Bodoni di Saluzzo

Quando si parla di Erasmus, probabilmente salta alla mente l’esperienza di un anno all’estero fatta in periodo universitario. Quello che molti ignorano, però, è che il progetto Erasmus+, finanziato dall’UE, si sviluppa in modo molto più ampio: comprende periodi di lavoro volontario o di studio che vanno da una settimana a un anno intero in vari Paesi europei, in cui le spese vengono parzialmente o completamente rimborsate e che sono dedicati soprattutto a giovani dai 18 ai 30 anni, ma non solo.

Sono Luca Pons, ex allievo del Liceo Classico Bodoni di Saluzzo, ho trascorso la settimana successiva all’esame di Stato, dal 2 al 9 luglio, a Varaždin, una città di 50.000 abitanti nell’entroterra croato, a circa 90 km da Zagreb. L’offerta mi è stata presentata dall’associazione GIOSEF, che opera a livello nazionale ed ha una sede a Torino, tramite la loro pagina Facebook. Insieme a me ed a altri 5 italiani c’erano giovani ragazzi e ragazze provenienti da Croazia, Polonia, Malta, Slovacchia e Slovenia, per un gruppo complessivo di circa 35 persone. Durante la settimana si sono svolti diversi workshop, laboratori e conferenze, tutti incentrati su un unico tema: la disoccupazione giovanile e la possibilità per le nuove generazioni di fondare una propria azienda, credere nelle proprie idee e cercare di raggiungere il successo e l’indipendenza economica, ovviamente anche grazie al sostegno fornito dall’Unione Europea e dai singoli Stati membri. Non sono mancati interventi di figure politiche importanti, tra cui il giovane parlamentare sloveno Andrej Čuš, e di numerosi imprenditori locali che hanno potuto usufruire dei meccanismi di supporto alle giovani imprese presenti in Croazia; tuttavia, ciò che resta maggiormente impresso non è un singolo discorso o laboratorio, ma la sensazione che la coscienza di una effettiva, concreta Comunità Europea si sia acuita in ciascuno di noi. Confrontarsi costantemente con molte culture differenti, comunicare quotidianamente in lingua inglese sia in situazioni formali che informali, anche solo adattarsi ad una valuta differente (in Croazia si utilizzano i kuna, con un rapporto di cambio di 1 euro ogni 7.5 kuna) sono fattori fondamentali per la crescita culturale di un individuo adulto nel mondo contemporaneo.

Basandomi sulla mia esperienza personale, non posso che invitare tutti i giovani che sono interessati ad affrontare una simile sfida ad attivarsi e cercare un’occasione adatta a loro. Non ci si aspetti una vacanza gratuita, bensì un periodo di lavoro o studio, privo di costi eccessivi ma in cui è necessario mettersi davvero in gioco e in discussione, per uscirne cambiati nel profondo.

 

 

Luca Pons

ex allievo

Liceo Classico Bodoni - Saluzzo

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