«Se a Renzi minimizzare su deriva culturale, perdita di identità e crisi economica non sono serviti, dubito serva alla Giunta Chiamparino, e soprattutto ai piemontesi, minimizzare sulla massiccia presenza degli immigrati in Piemonte, tanto più oggi che il Governo nazionale ha deciso di ripartire nella nostra regione il 7 per cento degli arrivi di extracomunitari, così come nel Lazio, che però conta un milione di abitanti in più».
Cosi Gianna Gancia, presidente del gruppo Lega Nord in Consiglio regionale del Piemonte, commentando i dati diffusi dalla Regione secondo cui su 10.171 immigrati presenti in Piemonte, 9.209 si trovano ancora nei centri di permanenza temporanea.
«Ben vengano i protocolli di intesa con le Forze dell’Ordine – osserva Gianna Gancia -, ma la politica deve fare il suo mestiere e non può ignorare la percezione di paura e di incertezza dei piemontesi, piegati dalla crisi economica, dal disagio sociale, dall’aumento di episodi di violenza e dall’evidente ingiustizia nell’accesso ai servizi sanitari, al lavoro e alle case popolari che “favoriscono” gli immigrati.»
La presidente leghista esorta la Giunta regionale a “vigilare sull’erogazione e l’utilizzo dei fondi pubblici per il finto volontariato”, auspicando che “si smetta di parlare di accoglienza diffusa” e di “incoraggiare l’ospitalità a pagamento da parte delle nostre famiglie”.




