Attualità - 22 luglio 2016, 17:20

500 braccianti agricoli al Campo Solidale di Saluzzo: "Difficoltà quotidiane di convivenza ma è tutto tranquillo"

Intervista ad Alessandro Armando, referente del progetto Presidio e coordinatore di Saluzzo Migrante per la Caritas. Si punta al concetto di accoglienza diffusa

Foto di Laura Cantarella

Foto di Laura Cantarella

“La difficoltà c'è ed è una difficoltà quotidiana, di convivenza, di vita per terra, di non avere una doccia per ognuno, di mettere insieme nazionalità diverse. C'è una convivenza e dove c'è convivenza c'è difficoltà”. Alessandro Armando, referente del progetto Presidio e coordinatore di Saluzzo Migrante per la Caritas locale, descrive così la vita al Campo Solidale allestito al Foro Boario di Saluzzo per i braccianti della frutta.

I migranti ospitati sono attualmente 500: tutti ragazzi di origine africana che girano l'Italia da diversi anni. Arrivano dalle grandi città del Nord oppure dal Sud perché inseriti in percorsi di stagionalità e scelgono Saluzzo, dal mese di luglio a quello di novembre, per la raccolta della frutta. “Dei 500 almeno un centinaio stanno lavorando con contratti brevi o in prova – spiega Armando -: noi li monitoriamo tutte le sere. Sappiamo che non lavoreranno tutti. Il Saluzzese per loro è una possibilità: o sono qui o non lavoreranno mai”.

Il Campo Solidale è gestito dalla Caritas e dall'associazione Papa Giovanni in accordo con il comune di Saluzzo che offre lo spazio e gli allacciamenti. In 270 sono alloggiati nelle tende e gli altri sotto tettoie e piccole tende autonome. Hanno docce, servizi igienici, cucina e un'area comune. A gestire il campo c'è un'equipe di otto persone del progetto Saluzzo Migrante coadiuvata da una ventina di volontari che ruotano tra stagisti delle scuole superiori del territorio e scout da tutte le parti di Italia.

Secondo Alessandro Armando la gestione è molto migliorata rispetto agli anni passati: “Vogliamo che il Campo Solidale diventi un punto di passaggio per trovare un lavoro e una situazione più stabile. Ogni giorno ci impegniamo a trovare una soluzione perché venga decongestionato”.

Questa settimana ad esempio una trentina di braccianti si sono spostati nella casa del cimitero di Saluzzo messa a disposizione dal Comune e gestita da Caritas e Papa Giovanni; stanno tutti lavorando con contratti fino a novembre. Altri 11 sono partiti per i campi gestiti da Coldiretti a Saluzzo e Lagnasco. La prossima settimana aprirà una casa a Costigliole (12 posti con contratto) e un mini campo solidale a Verzuolo, con container offerti da “Lagnasco Group” e gestione a cura di Caritas, per un massimo di 18 posti.

“Dormire su un letto è meglio che dormire per terra - aggiunge Armando -. Ogni giorno capiamo chi può partire dal campo e andare a giocarsi un'altra possibilità. Siamo in continuo contatto con Coldiretti per capire chi lavora e dove sta lavorando e poi comunichiamo i dati al Comune. Ogni sera facciamo una riunione e cerchiamo di organizzare gli spostamenti. Vogliamo che il concetto di accoglienza diffusa diventi un meccanismo consolidato”.

E la convivenza con i saluzzesi? “La convivenza è buona. Con il progetto 'Africa in giardino' cerchiamo di portare i cittadini a conoscere la vita del campo. Mercoledì sera abbiamo proiettato un film e c'è stata una discreta partecipazione. Il Campo resterà almeno fino a novembre. La vita qui è dura e faticosa ma la situazione è molto tranquilla”.


cristina mazzariello

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