Attualità - 27 luglio 2016, 10:40

Imprese piemontesi ancora in crescita tra aprile e giugno: è la Granda l'esempio a cui guardare

La nostra provincia ha fatto registrare il tasso di crescita più importante: +0,68%, maggiore sia della media provinciale che nazionale

Ferruccio Dardanello, presidente Unioncamere Piemonte

Ferruccio Dardanello, presidente Unioncamere Piemonte

C'è proprio la nostra provincia Granda al vertice della classifica resa recentemente pubblica da Unioncamere Piemonte riguardo alla crescita percentuale dei settori imprenditoriali in Piemonte: con un dato di +0,68% (più alto di quello medio provinciale e nazionale, rispettivamente di +0,54% e +0,63%) il cuneese ha superato tutte le altre "concorrenti", superando di poco la provincia di Novara (+0,63%).

I dati di Unioncamere prendono in esame il secondo trimestre dell'anno in corso, ovvero i mesi da aprile a giugno. In questo lasso di tempo, il Piemonte ha visto la nascita di 7470 aziende (dato più alto rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso) e la chiusura di 5093, per un saldo totale più che positivo di 2377 unità: a fine dello scorso mese, quindi, le imprese registrate in regione erano ben 441229.

Dati confortanti per tutto il territorio anche dalle analisi per classe di natura giuridica: molto bene le società di capitale (+1,07% di crescita), nella media regionale le ditte individuali e dati invariati rispetto ai precedenti mesi per la debole crescita delle società di persone.

Agricoltura e turismo, infine, i comparti più attivi, anche rispetto alla debole crescita di quelli dell'edilizia e delle industrie in senso stretto.

Questi dati indicano come il tessuto imprenditoriale regionale stia cercando di rilanciarsi e di trovare nuova linfa, nonostante le tensioni economiche e politiche internazionali – commenta Ferruccio Dardanello, Presidente Unioncamere Piemonte – . Le aziende però non possono più aspettare: il nostro intervento, congiuntamente con quello delle altre istituzioni, deve essere più che mai incisivo e rivolto soprattutto alle piccole imprese, quelle più fragili e meno strutturate. Le Camere di commercio hanno gli strumenti e il know-how necessari per contribuire a porre fine a questo trend non virtuoso che sta minacciando un importante patrimonio di capitale umano e competenze proprio delle imprese piemontesi.”

s.g.

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