Semaforo verde per la congiuntura industriale piemontese, nel secondo trimestre del 2016: ottimi risultati e "segno più" un po' ovunque secondo lo studio effettuato nello scorso luglio da UnionCamere Piemonte, relativo al trimestre aprile-giugno, in cui sono state coinvolte ben 1212 imprese differenti.
In generale, rispetto già all'ottimo secondo trimestre 2015, la nostra regione è cresciuta negli ultimi giorni dell1,5%.
“I dati diffusi oggi sull’industria manifatturiera nel II trimestre 2016 (aprile-giugno) fanno registrare un buon incremento tendenziale: risultano positivi, infatti, produzione industriale, ordinativi esteri e interni, fatturato totale e grado di utilizzo degli impianti. Il miglioramento viene riscontrato in tutti i settori e in quasi tutte le province. Il trimestre considerato potrà sicuramente contribuire ad attenuare i risultati dell’intero anno che, purtroppo, alla luce delle indagini previsionali dei trimestri successivi, non ci consentono di confermare l’andamento registrato oggi" ha detto il presidente UnionCamere Piemonte Ferruccio Dardanello.
"Molto c’è ancora da fare per ridare slancio all’occupazione, all’export e ai consumi interni. Le nostre imprese hanno fatto miracoli in questi anni, ma ora hanno bisogno di un sistema economico e di istituzioni forti che sappiano incoraggiare e promuovere l’attività imprenditoriale: purtroppo, con lo schema di decreto legislativo approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 25 agosto, il Sistema camerale verrà privato di importanti strumenti che finora ci hanno permesso di sostenere le imprese, affiancandole nel loro percorso.”
Per quasi tutte le province piemontesi, ottimi risultati. Alessandra sopra tutte con Vercelli, con +4,3%: secondo gradino del podio per il cuneese (+1,2%).
Scendendo più nello specifico, risultati più importanti per le piccole imprese (+1,2%) e le micro (+0,5%), mentre meno incisivi i dati delle medie imprese (+0,39%) e delle grandi (+0,2%).
Bene in generale tutti i settori produttivi. Sul podio quello dei mezzi di trasporto (+3,9%), l'alimentare (+2,9%) e tessile (+2,0%).




