Attualità - 06 ottobre 2016, 18:14

Alstom Savigliano, sette lavoratori rifiutano il trasferimento e si licenziano

Intanto la questione è stata presa in considerazione dall'assessore del lavoro Giovanna Pentenero che ha espresso il sostegno delle istituzioni sul mantenmento del lavoro in Italia

Alstom Savigliano, sette lavoratori rifiutano il trasferimento e si licenziano

Si è tenuto nel pomeriggio di ieri, 5 ottobre, presso la sede della Regione in via Magenta a  Torino un incontro per fare il punto sulla situazione lavorativa all’Alstom Savigliano. Presenti le parti sindacali di metalmeccanici, Anqui e Fismic e una rappresentanza delle istituzioni locali tra cui il primo cittadino saviglianese Claudio Cussa e l’assessore regionale con delega al Lavoro Giovanna Pentenero.

Durante l’incontro sono state evidenziate le problematiche legate ai 16 trasferimenti dei lavoratori del magazzino Tls di Savigliano che si sono concretizzati a partire da lunedì scorso. Inoltre le parti sociali hanno portato a conoscenza la Regione della mission del sito di via Ottavio Moreno su cui pesa una piano industriale che vedrebbe delocalizzata parte dell’ingegneria e produzione dei treni regionali verso paesi a manodopera low cost (ad esempio Katowice, in Polonia).

Durante l’incontro è emerso inoltre come la politica francese abbia scongiurato in poco tempo la chiusura del sito francese di Belfort.

Pentenero ha espresso la volontà di chiedere un incontro con l’AD Michele Viale dove verrà proposto il “congelamento”  dei trasferimenti che possano fare riaprire la trattativa con le organizzazioni sindacali. Al termine della riunione, inoltre, l’assessore ha poi spiegato che si impegnerà a richiedere un ulteriore incontro con il presidente di Trenitalia per capire dove verrà effettuata la commessa dei 150 treni regionali.

"In Italia non ci sono leggi che possano obbligare un'azienda a produrre in Italia" - ha commentato Corrado Denaro della Fiom Cgil - "ma è comunque utile che le istituzioni si siano resi conto dell'emergenza. Anche perchè se non si dovessero realizzare questi treni il governo dovrà pagare due volte: la prima per le commesse, la seconda per la cassa integrazione".

Intanto l'interesse sulla situazione di crisi dell'Alstom in Europa è arrivata sui tavoli dell'UE, dove si sta dibattendo sull'impegno che gli Stati devono metterci per rinsavire l'industria ferroviaria.

Mentre sui 16 trasferiti solo un lavoratore ha cominciato l'attività a Sesto San Giovanni mentre sette persone hanno dato le dimissioni e interrotto la loro attività lavorativa con Alstom. Situazione che gli Rsu Renato Perri e Stefano Cassine - Fim Cisl - e Paolo Giordanengo - Uilm - commentano con grande preoccupazione.

"I lavoratori hanno dovuto scegliere tra la famiglia e il lavoro, due condizioni per cui nessuna persona dovrebbe essere messo di fronte." - dichiarano le Rsu - "La situazione ha del paradossale. In questi giorni la produzione nell'area carrelli è rallentata segno che il lavoro dei Tls era fondamentale. Stiamo continuando a chiedere una riapertura della trattativa, ma non ci è stata concessa".

daniele caponnetto

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