Direttore,
leggo sul vostro giornale la notizia che sabato prossimo si terrà a Frabosa la “Festa Liberale”, indetta dall’on. Ministro Enrico Costa, alla quale non parteciperò. Da liberale ritengo che ognuno possa dire ciò che pensa e fare ciò che crede, senza scomodare Voltaire. Così come ritengo che la coerenza sia ancora una dote da rispettare pur rendendomi conto di appartenere alla preistoria se penso che in Parlamento più di 300 eletti hanno cambiato casacca alla faccia di chi li ha votati. Rispetto quindi le scelte di Enrico, ma non le condivido. Il sostantivo liberale è stato, in questi tempi, troppe volte abusato da molti e financo violentato. La ragionevole tolleranza insita in questa dottrina non può trovare, per questo, applicazione ad ogni circostanza di comodo. Per questo m’ infastidisce quando l’uso ne viene distorto parlando di “veri liberali”, quasi con l’ammettere, tristemente ,che ve ne siano di falsi! Comunque sia, buona festa a tutti i vecchi amici che non la pensano come me; mai confondere la stima personale con le severe ideologie.
Marco Borgogno – liberale, senza aggettivi





